Giocare sulla terra battuta non è cosa per tutti. I rimbalzi sono imprevedibili, servono tanto allenamento fisico, una buona resistenza e una solida strategia. Quanto detto fa il paio con il fascino che le hanno donato le leggende in grado di primeggiare su questa tipologia di terreno, Björn Borg e Rafa Nadal su tutti. Questo fa della terra battuta una delle superfici preferite dai tennisti di ogni epoca. Molti atleti ne sono letteralmente stregati. Ma quali sono le strategie da adottare quando si affronta un match su terra rossa? A cosa bisogna fare attenzione?
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Il campo
Iniziamo dall’elemento più evidente: il campo. Rosso, polveroso, ha il potere di rendere ogni sfida un confronto dai toni epici. Tuttavia, la terra rossa è più lenta del cemento, nonché indulgente nei confronti dei giocatori e del loro corpo. La parte superiore del campo è composta da mattoni d’argilla frantumati, in grado di ammortizzare i rimbalzi e, al contempo, ridurre pressione e contraccolpi sulle articolazioni. Non è affatto raro che giocatori al rientro da lunghi infortuni o che hanno interesse ad evitarli prediligano i campi in terra battuta.
L’argilla che ricopre il fondo, infatti, „afferra“ letteralmente la palla, riducendone la velocità ma amplificandone i rimbalzi. Tutto ciò contribuisce a rendere questa superficie assai più lenta rispetto ai campi sintetici che dominano sempre più la scena. Proprio per questo motivo, però, richiede anche tanta forza fisica e allenamento, allo scopo di imprimere colpi potenti, in grado di cogliere di sorpresa l’avversario.
La strategia
Le caratteristiche appena descritte fanno dei match su terra battuta l’equivalente di una partita a scacchi. I punti diventano lunghi e combattuti, i rimbalzi imprevedibili e la posizione da coprire sul campo fondamentale. Per evitare che questi rimbalzi anomali possano trarre in inganno, i giocatori devono adattare la propria strategia al terreno, così da prepararsi a eventuali sorprese. Ma allora come affrontare una partita su terra rossa? Il primo segreto è allontanarsi quel che basta.
Poiché la palla tende a rimbalzare più in alto e più lentamente, per leggerne gli spostamenti in maniera ottimale è fondamentale indietreggiare di qualche passo rispetto alla linea di fondo. Inoltre, vale la pena sottolineare come uno dei colpi più efficaci sia il topspin. Di conseguenza, concedersi dello spazio e del tempo in più per posizionarsi al meglio può aiutare parecchio. Il topspin consiste nel colpire la palla dal basso verso l’alto, in modo da provocarne una traiettoria curva e un rimbalzo veloce che rendono più difficile la risposta dell’avversario.
Allenamento, varietà e scivolate
Allenarsi per imprimere più forza ai colpi è fondamentale. Così come lo è migliorare la propria resistenza fisica e imparare a variare il più possibile i colpi. Considerando l’incoerenza dei rimbalzi, è importante disporre di una buona varietà di colpi, così da poter colpire la palla sempre al meglio delle proprie possibilità. Inoltre, vale la pena ricordare come i giocatori meno avvezzi alla terra battuta tendano a muoversi con maggior difficoltà.
Di conseguenza, scivolare sulla terra per raggiungere la palla più rapidamente, magari affettando le palle basse sopra la rete e sferrando colpi angolati fuori dal campo, aiuta e non poco. Quanto detto può far letteralmente impazzire l’avversario, impedendogli di trovare il ritmo partita. Ecco, allora, che una delle tecniche più efficaci per diventare davvero temibili sulla terra rossa è scivolare in posizione. Questo consente di raggiungere prima la palla, ma anche di recuperare più rapidamente.
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