
CALCIO: Inter-Lazio - la Coppa Italia giunge all'atto finale
La favorita per il Double e il tentativo di salvare la stagione
L'Inter ha dimostrato, almeno in Italia, di essere la squadra più forte. Non una sorpresa, anche se le scorie della catastrofica finale di Champions e l'arrivo del poco esperto Chivu in panchina lasciavano presagire, perlomeno a una parte di tifosi e stampa, un'annata difficile. La realtà ha invece mostrato una faccia assai diversa: campionato in sostanza dominato e vinto matematicamente con tre giornate di anticipo, finale della Coppa nazionale raggiunta e in procinto di essere affrontata da chiara favorita.
L’Inter sulle ali dell'entusiasmo
Si potrebbe disquisire a lungo su quale sia il concreto valore di una squadra che si è fatta eliminare a livello internazionale dal Bodo Glimt, perdendo sia il match di andata che il ritorno. Ma ormai sappiamo bene quanto il nostro calcio stia maledettamente soffrendo di fronte non solo ai colossi d'Europa, ma pure a realtà nuove ed emergenti.
Contano comunque i fatti, in senso negativo da un lato, in versione positiva dall'altro: l'Inter ha vinto lo Scudetto senza nemmeno dover penare troppo, evidenziando un certo margine nei confronti delle contendenti, e ora si prepara alla partita secca del 13 maggio contro la Lazio, per portare a casa la Coppa Italia numero dieci della sua storia. Lo fa nelle condizioni migliori, con recuperi fondamentali dai recenti infortuni (in primis Lautaro Martinez) e uno stato d'animo sereno e convinto più che mai dei propri mezzi.
A ciò si aggiunge un ricordo da vendicare, in termini sportivi, il pareggio contro i biancocelesti del maggio 2025 che di fatto consegnò il titolo al Napoli, pochi giorni prima del disastro a Monaco di Baviera. Per passare, dodici mesi più tardi, dall'umiliazione alla festa completa, all'Inter manca dunque solo un passo, l’ultimo atto prima di salutare alcuni dei senatori della squadra e iniziare il necessario processo di svecchiamento della rosa.
Tutto in una notte per i Biancocelesti
L'annata del ritorno di Maurizio Sarri sulla panchina della Lazio ha sin da subito sfiorato i contorni del surreale: il blocco del mercato di cui lui non era consapevole, l'impossibilità di migliorare l'organico a disposizione, l'obbligo di arrangiarsi con un parco giocatori non scadente, ma nemmeno eccelso. All'impasse si sono poi aggiunte le cessioni di gennaio, in particolare Castellanos e Guendouzi, rimpiazzate da nuovi volti che il tecnico nemmeno conosceva, in una schermaglia tra allenatore e proprietà proseguita senza sosta dalla scorsa estate a oggi.

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11 MayEppure, l'allenatore toscano, non a caso sognato inutilmente dai tifosi di altre squadre (chiedere ai fiorentini per conferma), ha compiuto se vogliamo una piccola grande impresa, riuscendo a dare competitività (e dignità) a un team indebolito e stritolato dalle circostanze. Con chiari limiti, al punto che la Lazio da tempo si è assestata in una posizione di metà classifica senza ambizioni più alte, ma evitando la totale demotivazione e stando alla larga da conseguenze che potevano essere peggiori.
Anche il cammino in Coppa Italia è stato tutt'altro che facile e lineare. Dopo la brillante vittoria per 1-0 ai danni del Milan agli ottavi, sono arrivati il successo ai rigori con il Bologna e poi la gioia con l'Atalanta, ancora ai rigori, grazie alle prodezze del giovane portiere Motta: in fondo il riassunto di tutta la tribolata stagione biancoceleste, che la notte del 13 maggio potrebbe però assumere un sapore ben differente.
Il prestigio di sconfiggere la corazzata Inter, l'orgoglio di alzare un trofeo (per la Lazio sarebbe la Coppa Italia numero otto), la qualificazione automatica alla prossima Europa League con derivanti incassi, un probabile aumento delle chance di permanenza di Sarri. In palio c'è davvero tanto.
Autore: Winbetnews.it
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