TENNIS: Roland Garros, i possibili scenari senza Alcaraz
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TENNIS: Roland Garros, i possibili scenari senza Alcaraz

Un unico grande favorito e le tante o poche speranze degli altri

La notizia del forfait di Carlos Alcaraz al Roland Garros è stata difficile da digerire un po' per tutti: gli organizzatori dello Slam parigino, il pubblico televisivo e la platea, che aspettava di poter nuovamente ammirare dal vivo le invenzioni entusiasmanti del fuoriclasse spagnolo.

L'assenza che fa rumore

L'infortunio al polso, causato probabilmente da una programmazione errata (andare a giocare a Barcellona subito dopo Montecarlo), ha privato il torneo di uno dei suoi due protagonisti annunciati, nonché del campione in carica. Tutti abbiamo ancora negli occhi le emozioni della finale 2025, la battaglia tra Alcaraz e Sinner, il trionfo del murciano dopo tre match point annullati.

Uno scenario che quest'anno non si potrà ripetere e che al contempo inquieta i suoi fans e non solo, preoccupati all'idea che il recupero possa ulteriormente prolungarsi nel tempo. Alcaraz è forza, ma anche classe, creatività, fantasia, idee estemporanee. Merce rara, rarissima, in questo tennis contemporaneo, sempre più conforme, meccanico, spesso anche robotico. Per questo è tanto amato a ogni latitudine, al netto di qualche atteggiamento sul campo talvolta un po' sopra le righe. Al Roland Garros se ne sentirà la mancanza.

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Un altro passo nella storia

A questo punto, cosa può succedere sul rosso parigino? Se ci fermiamo ad analizzare i dati e gli eventi recenti, l'orizzonte che si apre davanti ai nostri occhi è soltanto uno: il completamento del Career Grand Slam da parte di Jannik Sinner. In barba alla scaramanzia, è evidente come l'italiano arrivi con tutti i favori del pronostico e la strada, teoricamente, spianata. Fermato in Australia da un memorabile Djokovic e inciampato a Doha per mano di Mensik, l'altoatesino ha da quel momento dominato il circuito, sconfiggendo ogni avversario, nella maggior parte dei casi con pochi patemi, sia sul cemento che sulla terra.

Quasi nessuno è riuscito a strappargli un set, la sua superiorità è stata in tanti momenti disarmante. Lo sa benissimo Zverev, numero tre del mondo, ma con un distacco abissale in classifica, battuto a ripetizione e pressoché umiliato nell'atto conclusivo di Madrid. Se alla spaventosa solidità sinneriana aggiungiamo il vuoto causato dalla non presenza di Alcaraz, non sussistono dubbi su chi sarà l'uomo da inseguire a Parigi. La vera domanda da porsi risiede nell'eventualità che qualcuno possa fermare la sua marcia. Al netto, ovviamente, di eventuali problemi fisici o altre circostanze imponderabili.

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Nole e il resto del mondo

Il primo nome sarebbe proprio quello di Djokovic, ma l'immenso campione serbo, ancora in cerca del 25esimo Slam, arriva a Parigi senza certezze. Da Indian Wells a Roma non ha più giocato, al Foro è uscito subito di scena con Prizmic, la sua condizione fisica è tutta da valutare. Lo sappiamo, nei Major si può trovare la forma giusta anche in corso d'opera, match dopo match, e il 3 su 5 non è mai stato un problema per la strepitosa resistenza del serbo. Gli anni, però, cominciano a chiedere il conto. Di Zverev abbiamo già accennato, difficile possa all'improvviso trovare il modo per ribaltare l'ineluttabile stato delle cose con Sinner.

Discorso diverso qualora il numero uno dovesse essere eliminato. Ma pure in quel caso, il tedesco ha già mancato occasioni ghiottissime, e probabilmente irripetibili, per portare a casa uno Slam. Dietro, tanti volti: l'esperto Ruud, l'imprevedibile Medvedev, il francese Fils, spinto dal tifo casalingo, gli astri nascenti Fonseca e Jodar, il già semifinalista Musetti, il sempre affidabile De Minaur, il potente Shelton. Tanto, per non dire tutto, sarà comunque nelle mani e nella racchetta di Sinner.

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