GIRO D'ITALIA: Sarà il Giro più duro degli ultimi anni?
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GIRO D'ITALIA: Sarà il Giro più duro degli ultimi anni?

 Il Giro d'Italia 2026 sarà uno dei più difficili e si spera divertenti

Ci siamo. Dopo le emozioni che le classiche di primavera hanno saputo regalarci, tra i trionfi del nuovo cannibale Pogačar, le promesse del giovanissimo Paul Seixas e il ritorno in grande stile di Van Aert, è di nuovo tempo di grandi giri. Si comincia con la Corsa Rosa, che prenderà il via venerdì 8 maggio in Bulgaria per raggiungere Roma domenica 31.

Le caratteristiche del percorso

Gli atleti al via si apprestano ad affrontare una gara avvincente, ricca di arrivi in salita, ben 7, e caratterizzata da un dislivello positivo di oltre 49.000 metri. In totale, i corridori dovranno percorrere 3.459 km. Saranno poche le salite iconiche, ma già nella prima parte Blockhaus e Corno alle Scale renderanno il tutto ancora più frizzante. Durante la seconda settimana, da non perdere la tappa valdostana con arrivo a Pila e il successivo passaggio sulle Dolomiti, con il tappone Feltre-Alleghe e l’arrivo ai Piani di Pezzè. La chiusura della traversata alpina è fissata a Piancavallo, sulla salita che fu teatro dell'impresa di Marco Pantani nel 1998. Al di là di qualche assenza, il Giro 2026 ha in serbo tranelli e ostacoli lungo tutto il percorso.

Il grande favorito

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Jonas Vingegaard, Team Visma Lease a Bike

A dominare la scena dovrebbe essere Jonas Vingegaard, il cui obiettivo è completare la triplice corona, un successo in ognuno dei tre grandi giri, prima che ci riesca il suo rivale Pogačar.

Obbligatorio ritenere il danese il favorito della vigilia, considerato il suo livello ma anche l'avvicinamento alla corsa: Vingegaard ha partecipato soltanto a due gare preparatorie, la Parigi-Nizza e il Giro di Catalunya, dominando entrambe.

Il due volte vincitore del Tour non dovrebbe faticare troppo a conquistare il gradino più alto del podio, a meno che qualche contrattempo non ne ostacoli le ambizioni.

 Il principale outsider

I rivali del campione danese? A dire il vero la lista non è lunghissima, il che potrebbe essere un'ottima notizia per il nostro Giulio Pellizzari. Il 22enne marchigiano ha tutto dalla sua per puntare al podio finale e vincere qualche tappa. Il Duca di Camerino potrà contare su una squadra di alto livello: la Red Bull ha lavorato al meglio delle proprie possibilità per costruirgli intorno un team solido ed esperto, che annovera nomi come Aleotti, Vlasov, Hindley e Moscon.

 E gli altri?

Reduce dal successo al Tour of the Alps, Pellizzari indosserà la fascia da capitano e cercherà di far sbocciare definitivamente l'amore tra lui e il pubblico italiano. Può riuscirci tranquillamente, essendo forte in salita e a cronometro. Di certo, non è inferiore a Bernal, Gall, Storer, Gee, O'Connor, Adam Yates o Arensman. È questa la lista dei rivali più accreditati. Hanno dato forfait, invece, Carapaz, Almeida e Landa, le cui assenze peseranno certamente sullo spettacolo, ma al contempo offriranno al giovane marchigiano una possibilità d'oro per mettersi da solo alle spalle di Vingegaard.

Gli italiani in gara

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Jonathan Milan, Team Lidl Trek

Tra gli altri è necessario citare Jonathan Milan, riferimento azzurro nelle volate, e Filippo Ganna, che tra fughe e prove a cronometro cercherà sicuramente la gloria personale. La speranza, poi, è che ci facciano divertire anche Alessandro Pinarello e Giulio Ciccone, oltre a Vendrame, Scaroni, Zana e Garofoli. Per non parlare di Davide Piganzoli, probabile spalla di Vingegaard sulle salite più dure. Bello pronosticare chi possa aggiudicarsi questo Giro, sebbene la cosa migliore di tutta la kermesse resti il calorosissimo abbraccio dei tifosi lungo le strade. Uno spettacolo nello spettacolo, fin dal 1909.

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