TENNIS: La notte di New York rende unico lo US Open
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TENNIS: La notte di New York rende unico lo US Open

Quando il sole tramonta, Flushing Meadows cambia volto

Tra i quattro tornei del Grande Slam, nessuno possiede il fascino della night session dello US Open. Se Wimbledon è sinonimo di tradizione, il Roland Garros di eleganza e l'Australian Open è noto soprattutto per il caldo estremo, Flushing Meadows deve la sua fama alle partite giocate dopo il tramonto.

Arthur Ashe Stadium, per tre settimane il cuore pulsante delle notti americane

Inaugurato nel 1997 all'interno dell'USTA Billie Jean King National Tennis Center, l'Arthur Ashe Stadium possiede una capienza di 23 771 posti, che ne fa il più grande stadio al mondo espressamente dedicato al tennis.

Intitolato ad Arthur Ashe, primo campione del torneo nell'era Open (1968), ospita ogni sera le due partite più attese del programma giornaliero. In genere, la sessione serale inizia intorno alle 19:00 ora locale (l'una di notte in Italia), quando le luci artificiali illuminano il cemento blu e il pubblico riempie gli spalti con un'energia completamente diversa rispetto agli incontri diurni.

A New York il tennis assume il ritmo della città: musica durante i cambi di campo e un'atmosfera che ricorda quella delle grandi arene NBA piuttosto che i campi tradizionali del tennis europeo. È proprio questa fusione tra sport e intrattenimento a rendere lo US Open diverso dagli altri Slam. La USTA ha progressivamente trasformato la night session in uno degli eventi sportivi più attesi della stagione, attirando anche spettatori che abitualmente non seguono il tennis.

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03 Sept

Il pubblico di New York: rumoroso, passionale e imprevedibile

Uno degli elementi che più colpisce i giocatori è il comportamento degli spettatori. Il pubblico dell'Arthur Ashe vive ogni punto con entusiasmo, applausi, cori e partecipazione. Molti tennisti descrivono Flushing Meadows come il luogo in cui ci si sente più vicini a un evento di basket o di baseball.

Negli ultimi anni l'organizzazione ha introdotto anche nuove regole per rendere l'esperienza ancora più dinamica. Dal 2024 è attiva la politica della fan free movement, che consente agli spettatori di raggiungere i propri posti anche durante lo svolgimento dei game, eliminando le restrizioni tradizionali.

L'obiettivo è migliorare la fruizione dell'evento senza compromettere lo svolgimento delle partite. Scelta che ha suscitato dibattiti tra puristi e appassionati, ma che riflette lo spirito innovativo dello Slam americano. Per molti protagonisti del circuito proprio il rumore continuo rappresenta una fonte di energia. Frances Tiafoe, Coco Gauff e Naomi Osaka hanno più volte sottolineato quanto il sostegno del pubblico newyorkese riesca a cambiare l'inerzia di una partita, soprattutto nei momenti più delicati.

Le maratone che finiscono all'alba

La magia della notte newyorkese porta con sé anche un rovescio della medaglia. Lo US Open è celebre per gli incontri che terminano nelle prime ore del mattino, spesso dopo autentiche battaglie fisiche. L'edizione in corso ha già stabilito un record particolare. Il match tra Venus Williams e Sofia Kenin è iniziato a 00:13, diventando la partita con l'orario di inizio più tardivo nella storia del torneo.

Il ritardo è stato causato dal prolungarsi del match precedente tra Novak Djokovic e Mariano Navone, durato la bellezza di 4 ore e 36 minuti. Al termine dell'incontro, la stessa Venus ha apertamente criticato la programmazione, definendola poco sostenibile dal punto di vista fisico. Queste maratone sono rese possibili proprio dalla struttura della night session. Gli organizzatori inseriscono soltanto due incontri principali, ma quando il primo si prolunga oltre le quattro ore, il secondo inizia più tardi del previsto.

È il prezzo da pagare per uno spettacolo unico. Qui, le luci dell'Arthur Ashe, lo skyline del Queens sullo sfondo, gli aerei che sorvolano LaGuardia e il rumore del pubblico, creano un'esperienza irripetibile.

IMMAGINI: IMAGO

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