TENNIS: US Open femminile: le favorite per la vittoria
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TENNIS: US Open femminile: le favorite per la vittoria

Tanti nomi possibili, ostacoli da gestire e nessuna vera certezza

Lo US Open si prepara a concludere l'anno tennistico 2026 per ciò che riguarda i tornei del Grande Slam.

Numero uno ma senza gloria

Un appuntamento che inizia con tanti dubbi e pochissime garanzie, sia in ambito maschile che femminile. Se però tra gli uomini, al netto degli infortuni, ci sono alcune gerarchie definite, tra le donne ormai da diversi anni assistiamo a un circuito privo di una vera dominatrice, con occasioni di successo per tante giocatrici e sorprese sempre a portata di mano.

Situazione più che evidente anche oggi, ragione per la quale diventa davvero arduo pronosticare chi possa trionfare a New York. Dopotutto, veniamo dall'affermazione a Wimbledon di Linda Noskova, difficilmente pensabile alla vigilia, e tante volte in tempi recenti abbiamo visto i tornei Major concludersi con esiti imprevedibili. L'estate di preparazione allo US Open, inoltre, ha se possibile rimescolato ancora di più le carte.

Iniziamo dalla numero uno del ranking, Aryna Sabalenka, la cui vetta in classifica è stata salvata dall'infortunio occorso alla Rybakina durante il quarto di finale a Cincinnati (se la kazaka avesse vinto quel match e il successivo, ci sarebbe stato il sorpasso). La stagione della Sabalenka è stata fino a qui abbastanza paradossale: leadership mantenuta per tutto l'anno, ma con (molte) più delusioni che gioie, a partire dalla finale in Australia persa proprio con Rybakina.

A seguire il doppio successo a Indian Wells e Miami: da lì in poi, però, un calo di rendimento preoccupante. Sconfitte con Baptiste a Madrid, Cirstea a Roma, Shnaider a Parigi, Osaka a Wimbledon, Alexandrova e Bejlek nei 1000 americani. Frustrazione, nervosismo, forse qualche distrazione di troppo per gli interessi fuori dal campo: elementi che contribuiscono a una condizione attuale traballante.

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25 Aug

Tutte contro tutte (o contro se stesse)

Dietro a Sabalenka, ci sono molte giocatrici che sulla carta potrebbero inserirsi nella lotta per il titolo a New York, ognuna però con zone d'ombra da sottolineare. Rybakina deve fronteggiare problemi fisici, Pegula è sempre competitiva quando gioca in America, ma ancora non è riuscita a portare a casa il suo primo Slam e potrebbe risentire della pressione, Gauff da sempre manca della continuità necessaria per primeggiare nel ranking.

Iga Swiatek sembra rinata nell'estate statunitense, ma quest'anno negli Slam ha decisamente deluso (mai nemmeno in semifinale). Naomi Osaka dopo il rientro sulle scene sta risalendo la classifica e in giornata buona è ancora pericolosissima per chiunque, ma per ora non è tornata al livello che le aveva permesso di vincere quattro Major.

Noskova forse non ha ancora smaltito del tutto l'ubriacatura di Wimbledon, la connazionale Muchova deve lottare come al solito con gli infortuni, la Anisimova appare spesso troppo emotiva quando si arriva ai momenti clou dei grandi eventi (il ricordo va alla finale di Wimbledon 2025 persa 6-0 6-0), Andreeva non ha ancora liberato del tutto il suo talento nonostante il trionfo a Parigi. La filippina Eala sta entusiasmando l'Asia intera, ma non è ancora pronta per l'affermazione in uno Slam, la nostra Jasmine Paolini rientrerà a New York dopo quasi due mesi di assenza ed è dunque un'incognita, l'ucraina Kostyuk è senz'altro da tenere d'occhio.
Come si può vedere il panorama è confuso, frastagliato e manca di qualsiasi certezza. Sabalenka parte in prima fila ma solo in teoria, tutte le avversarie citate hanno una chance e non è affatto escluso che venga fuori un altro nome totalmente inatteso. L'incertezza regna, fattore che rende ancora più alto l'interesse per il torneo in partenza.

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