TENNIS: Flushing Meadows è la casa dei record impossibili
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TENNIS: Flushing Meadows è la casa dei record impossibili

Da Connors a Serena Williams, passando per Sampras, Djokovic e il match più lungo di sempre

Fin dal 1881, ovvero da quando si chiamava ancora U.S. National Championships, lo Slam americano ha regalato alcune delle pagine più straordinarie della storia del tennis. Flushing Meadows è diventato il teatro di record destinati a resistere per decenni: campioni giovanissimi, maratone interminabili e dinastie che hanno cambiato il volto del gioco. L'edizione 2026 riparte proprio da questa tradizione, con i campioni più attesi pronti ad aggiungere nuovi capitoli a un torneo che vive di numeri irripetibili.

Jimmy Connors e Serena Williams: i sovrani di Flushing Meadows

Quando si parla di US Open, il primo nome che viene in mente è inevitabilmente quello di Jimmy Connors. L'americano detiene ancora oggi il record di cinque titoli nell'era Open (1974, 1976, 1978, 1982 e 1983) insieme a Pete Sampras e Roger Federer.

Il campione svizzero, poi, riuscì in un'altra impresa unica: si aggiudicò cinque edizioni consecutive dal 2004 al 2008, dominando il cemento newyorkese come hanno fatto pochi altri nella storia. Nel circuito femminile i riferimenti assoluti sono Chris Evert e Serena Williams. Entrambe hanno sollevato il trofeo sei volte, diventando le giocatrici più vincenti dell'era Open a Flushing Meadows.

Tra le curiosità più affascinanti figura anche il primato della stessa Chris Evert, capace di raggiungere 16 semifinali allo US Open, a testimonianza di una continuità irripetibile nel tennis moderno. Contando anche i trionfi precedenti all'era Open, è necessario citare le 7 vittorie di Richard Sears, William Larned e Bill Tilden per gli uomini, le 8 di Molla Bjurstedt Mallory e le 7 di Helen Wills Moody per le donne.

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I campioni più giovani e quelli più anziani

Spesso lo US Open è stato il torneo dei campioni precoci. Il record assoluto? Appartiene alla tennista statunitense Tracy Austin, che nel 1979 vinse il titolo a 16 anni e 9 mesi, diventando la più giovane campionessa nella storia del torneo. Un primato che resiste ancora oggi dopo quasi mezzo secolo.

Nel circuito maschile, invece, il record appartiene a Pete Sampras. Nel 1990, a soli 19 anni e 28 giorni, il californiano conquistò il suo primo Slam battendo in finale Andre Agassi. 32 anni dopo Carlos Alcaraz ha sfiorato quel record, imponendosi a 19 anni e 4 mesi e diventando il più giovane numero uno del ranking ATP. Sul versante opposto della carriera emerge un altro gigante: Novak Djokovic.

Nel 2023 il serbo conquistò il suo 24esimo Slam in carriera a 36 anni suonati. Nole continua la rincorsa al suo 25esimo titolo Slam: quest'anno, con Sinner e Alcaraz in condizioni fisiche precarie, questo traguardo appare più che mai alla portata del serbo, già vincitore quattro volte a New York.

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La maratona infinita e le notti leggendarie di New York

Nessun altro torneo del Grande Slam si è costruito un'identità notturna come ha fatto lo US Open nel corso del tempo. Le sessioni serali dell'Arthur Ashe Stadium sono diventate uno spettacolo nello spettacolo, ma nel 2024 hanno regalato anche uno dei record più incredibili nella storia del torneo.

Il britannico Dan Evans e il russo Karen Khachanov hanno disputato il match più lungo mai giocato a Flushing Meadows: 5 ore e 35 minuti di battaglia nel primo turno, superando il precedente primato stabilito nel 1992 da Stefan Edberg e Michael Chang. Evans si impose per 6-7, 7-6, 7-6, 4-6, 6-4 dopo un'autentica impresa fisica e mentale. Un'altra curiosità riguarda proprio l'Arthur Ashe Stadium, inaugurato nel 1997: con oltre 23.000 posti a sedere è ancora oggi il più grande impianto dedicato al tennis nel mondo, elemento che contribuisce a rendere unica l'atmosfera dello US Open.

IMMAGINI: IMAGO

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