
TENNIS: US Open: gli outsider da tenere d'occhio
Vuoti da colmare e spazi da sfruttare per uno Slam apertissimo
L'eccezionalità diventata normalità
Come ormai da triste abitudine, prima dell'inizio di un torneo dello Slam si è obbligati a fare la conta, elencando presenze e assenze tra i top player. Da qualche anno, e con una tendenza sempre più marcata in tale direzione, fioccano le rinunce importanti alla vigilia dei Major, a causa di una vasta serie di infortuni.
Un'eccezionalità non più tale, soprattutto a livello maschile e a maggior ragione in questo 2026, con forfait di nomi tanto attesi dagli appassionati. Alla stregua degli Slam precedenti, allo US Open mancheranno Jannik Sinner, Draper e Rune ed è arrivato l'annuncio del ritiro di Fonseca, per il disappunto della torcida brasiliana che lo segue dappertutto. In compenso tornerà Carlos Alcaraz, dopo quattro mesi lontano dai campi.
L'unico "vantaggio" di questa infinita serie di soste obbligate ai box è l'equilibrio, l'incertezza che ne deriva, più che mai alta quest'anno a New York, con uno dei due dominatori del circuito fuori causa e l'altro al rientro in condizioni tutte da testare.

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26 AugTre big in prima linea e due giovani in ascesa
In teoria il favorito dovrebbe essere proprio Alcaraz, seguito da Zverev e Djokovic. Dietro a questi tre nomi spingono però i possibili outsider, pronti ad approfittare di un tabellone automaticamente aperto sin da subito a molteplici scenari. Due opzioni subito da sottolineare: Arthur Fils e Rafael Jodar.
Il primo ha appena trionfato in Ohio, riportando la Francia a vincere un Master 1000 dopo dodici anni (l'ultimo era stato Tsonga in Canada nel 2014). Reduce da una cospicua serie di problemi fisici (tanto per cambiare), Fils ha già dimostrato che quando sta bene è durissimo da battere per chiunque; l'onda positiva di Cincinnati potrebbe trainare il suo tennis potente fino all'atto conclusivo anche a Flushing Meadows.
Lo spagnolo è, invece, la vera novità del 2026: un ingresso dirompente nel tennis d'élite, una progressione clamorosa che in un anno lo ha portato dal non essere nemmeno tra i primi 400 del mondo ad arrivare a ridosso dei top ten. A Cincinnati ha perso in ottavi con Cobolli: sconfitta anticipata che per paradosso potrebbe avergli fatto bene, per riposarsi qualche giorno in più dopo le tante fatiche accumulate nella sua scalata.

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26 AugUna pattuglia di altri contendenti
L'Italia punta soprattutto sul citato Cobolli e su Musetti, con preferenza per il romano, ormai approdato a una categoria superiore con la finale al Roland Garros e combattente indomito come pochi altri; il toscano invece resta ancora preda della tendenza a rifugiarsi nella sua zona di comfort, cioè troppo indietro, soluzione che sul veloce spesso non paga.
Attenzione poi a Shelton, umorale, arruffone, confusionario ma pericolosissimo se trova la settimana giusta; Tiafoe, per cui vale un discorso simile; Medvedev, già campione a New York e in cerca di un nuovo guizzo anche se i suoi giorni migliori sembrano alle spalle; Tien, forse però al momento ancora un po' leggero; Nakashima, in forma smagliante (finale in Canada, semifinale a Cincinnati); Mensik, peraltro piuttosto deludente da Wimbledon in avanti; senza dimenticare volti esperti che ancora sognano la prima vittoria in un Major (Fritz, Auger, Paul, de Minaur).
Scendendo in classifica, quantomeno per un prestigioso piazzamento, da monitorare l'argentino Tirante, il belga Blockx, gli spagnoli Merida e Landaluce e lo statunitense Michelsen: tutti giocatori in ascesa che potrebbero trovare ottime corsie in cui infilarsi o sorprendere avversari sulla carta più accreditati.
IMMAGINI: IMAGO
Autore: Winbetnews.it
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