
Scottie Scheffler Golf U.S. OPEN
GOLF: U.S. Open golf, la corsa per il titolo
Campioni affermati, veterani mai domi e giovani ambiziosi nello Slam più difficile
Scheffler e McIlroy in prima linea
Dal 18 giugno andrà in scena a Shinnecock Hills l'edizione numero 126 dello U.S. Open, terzo torneo Major dell'annata golfistica. Un appuntamento per tradizione sempre molto complesso, data la volontà di preparare i campi in condizioni quasi estreme. Dopo il trionfo a sorpresa di J.J. Spaun nella scorsa edizione, e la vittoria anch'essa poco preventivabile di Aaron Rai al PGA Championship, c'è curiosità per vedere chi porterà a casa uno dei titoli più ambiti a livello internazionale. Le ipotesi plausibili sono tante, tra fuoriclasse di sicuro affidamento e possibili inserimenti sulla carta non così attesi.
Iniziamo da lui, e non potrebbe essere altrimenti: Scottie Scheffler, il numero uno del mondo, sempre in contention nei tornei principali, mai da escludere dal novero dei favoriti. Questo U.S. Open racchiude un significato particolare per Scheffler, sia perché proprio nel giorno conclusivo dell'evento festeggerà il trentesimo compleanno, sia perché sarà per lui la prima chance per completare ciò che Rory McIlroy ha concluso lo scorso anno ad Augusta, ovvero il cosiddetto Career Grand Slam, la vittoria almeno una volta in ognuno dei quattro Major. Potrebbe dunque essere una domenica indimenticabile per il capofila del ranking, capace, con clamorosa continuità di rendimento, di piazzarsi nelle zone altissime della classifica anche quando non vince.
Il già citato McIlroy a sua volta non può essere lasciato fuori dalla prima fila della griglia di partenza: al PGA pur non giocando bene è rimasto in corsa per il titolo quasi fino alla fine, ha vinto lo U.S. Open nel 2011 e mai più da allora: 15 anni sono tanti, ma l'esperienza (e la leggerezza dopo aver indossato due volte di seguito l'agognata giacca verde) è dalla sua parte.

GOLF: U.S. Open di golf, il calendario di gara
Shinnecock Hills: caratteristiche e orari tra giri di pratica e competizione
3h agoChi ha già vinto e chi sogna il primo titolo
A proposito di esperienza, pensiamo a Xander Schauffele, le cui statistiche allo U.S. Open, pur senza successi all'attivo, sono impressionanti: nelle ultime nove edizioni è sempre arrivato tra i primi 15, sette volte in top ten, con un secondo, un terzo e un quinto posto. Gli manca davvero soltanto la vittoria, già ottenuta invece due volte da Bryson DeChambeau e Brooks Koepka.
Dopo il passaggio al LIV, Koepka pare aver perduto quell'aura di quasi invincibilità che lo rendeva sempre l'uomo da battere nelle grandi occasioni, forse per una sorta di appagamento, o per la minore competitività del circuito arabo. L'ispirazione può però tornare da un momento all'altro. Al PGA si è poi finalmente rivisto un Jon Rahm a ottimo livello; lo spagnolo, battuto solamente da Aaron Rai in stato di grazia, è tornato indietro dopo l'esperienza al LIV e ciò gli ha evidentemente portato giovamento. Le chance di vederlo in cima al leaderboard sono concrete.
Dietro a questo gruppo di campioni, giovani e meno giovani sfidanti in cerca di gloria: Justin Rose, amato dal pubblico e ancora a caccia di un secondo Major dopo l'affermazione proprio allo U.S. Open ormai tredici anni fa; Tommy Fleetwood, desideroso di togliersi di dosso la nomea di giocatore più forte in circolazione a non aver ancora vinto uno Slam; Ludvig Aberg, talento svedese di cui si attende la definitiva consacrazione; Cameron Young, in grandissima forma in questo periodo; Matt Fitzpatrick, anche lui già campione U.S. Open (nel 2022).
Citazione finale per Shane Lowry, genio purissimo applicato al golf, ma con qualche carenza nel reggere la concentrazione per quattro giri.
Il tutto senza dimenticare l'eventualità che esca fuori un nome fuori dal radar dei pronostici, come Spaun lo scorso anno in Pennsylvania.
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Autore: Winbetnews.it
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