GIRO D'ITALIA: Quattordicesima tappa tra storia, montagna e fatica
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GIRO D'ITALIA: Quattordicesima tappa tra storia, montagna e fatica

La Corsa Rosa da Aosta a Pila, il percorso del 23 maggio

Dopo i lunghi rettilinei della Pianura Padana e il saluto al Lago Maggiore, il Giro d'Italia 2026 entra ufficialmente nella sua fase più brutale, con una quattordicesima tappa, in programma sabato 23 maggio, che costituirà il primo vero spartiacque per la classifica generale. I corridori si troveranno infatti di fronte a un percorso di 133 chilometri con un dislivello positivo di 4350 metri, di certo non una passeggiata, soprattutto quando si hanno alle spalle già due settimane di fatica. La Aosta-Pila è questo, però: un concentrato di pura adrenalina alpina. Prendere o lasciare.

Una partenza storica: Aosta

Il via verrà dato il 23 maggio ad Aosta, la "Roma delle Alpi", una città che trasuda storia da ogni pietra, come testimoniato tutt’oggi dallo splendido Teatro Romano e dall’Arco di Augusto. Il gruppo si radunerà in Piazza Chanoux e attraverserà il centro storico, un percorso tutto sommato breve, in cui sembrerà quasi di essere tornati indietro nel tempo. Non appena lasciata la città però, la strada inizierà immediatamente a puntare verso l'alto.

Il Col du Saint-Barthélemy

La prima ascesa sarà rappresentata dal Col du Saint-Barthélemy. Si tratta di una salita lunga 15,8 chilometri, con una pendenza media del 6,1% ma con punte che sfiorano il 13%. È il classico terreno dove le squadre dei capitani cercheranno di imporre un ritmo elevato per isolare i gregari meno resistenti. Arrivati allo scollinamento, a 1.619 metri di quota, non ci sarà spazio per ammirare il panorama mozzafiato delle vette circostanti. La discesa verso la valle centrale, di circa 20 chilometri, è nota per essere tecnica e veloce, per cui richiederà la massima concentrazione al fine di evitare rischi inutili prima delle grandi battaglie finali.

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La sequenza: Doues, Lin Noir e Verrogne

Dopo una breve transizione nel fondovalle, il gruppo verrà chiamato ad affrontare una sequenza di 3 GPM: tre salite brevi ma, essendo così ravvicinate, davvero insidiose. La prima sarà Doues, di 5,8 chilometri, seguita da Lin Nor, 7,4 chilometri, e infine da Verrogne, lunga 5,6 chilometri. E la pendenza? Quella media si aggira, per tutte e tre le salite, intorno al 7-8%, ma con punte del 13%. Al termine di questo trittico, mancheranno circa 40 chilometri al traguardo.

Il finale verso Pila: 16 chilometri di passione

Il percorso si sposterà a questo punto a Gressan, luogo di partenza per l'ascesa verso la stazione sciistica di Pila. Il dato tecnico parla chiaro: 16,5 chilometri al 7,1% di pendenza media. La salita di Pila è regolare e la strada ampia, ma i tornanti da percorrere sono molti, e lo sforzo dovrà essere ben calcolato verso la fine, dove la pendenza raggiungerà un picco dell'11%. Che spettacolo però. Man mano che la carovana rosa salirà, la vista si aprirà su tutta la valle, mentre, in lontananza, le alte vette faranno da silenti osservatori.

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L'arrivo in quota: tra gloria e distacchi

Gli ultimi chilometri verso l'arrivo, situato nel piazzale della funivia di Pila, costituiranno un test di resistenza pura. Sebbene la pendenza tenda leggermente a spianare nell'ultimo chilometro, la fatica accumulata graverà sui muscoli, rendendo ogni pedalata ancor più complessa. Ed eccoci dunque giunti alla conclusione della quattordicesima tappa, che non decreterà il vincitore finale del Giro d'Italia 2026, certo, ma probabilmente ci dirà già chi non potrà vincerlo. La montagna, del resto, non perdona.

IMMAGINI: IMAGO

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