
GIRO D'ITALIA: La storica Maglia Rosa
Comparsa nel 1931, è la maglia più ambita dai ciclisti professionisti italiani
Spetta al giornalista sportivo Armando Cougnet, con tutta probabilità ispirato dalla maglia gialla del Tour de France, il merito di aver pensato di premiare il ciclista in testa alla classifica del Giro d'Italia con una maglia di colore rosa. A indossare la prima, realizzata in lana grezza (materiale impiegato fino agli anni '70), fu nel lontano 1931 Learco Guerra, noto come la "locomotiva umana" e fresco vincitore della tappa che da Milano condusse i corridori a Mantova.
Se ti stai chiedendo cosa spinse alla scelta del colore rosa, la risposta è tutt'altro che misteriosa: ricordare la Gazzetta dello Sport, giornale che organizza il Giro fin dalla sua prima edizione. E la Gazzetta deve il proprio colore a un semplice motivo, ossia il fatto che la carta rosa ha un costo minore. L'edizione 2026 della corsa a tappe vedrà la Maglia Rosa distinguersi per la presenza sul colletto della frase "Lo Sport che unisce, l'Italia che ispira. 1946 - 2026 - 80 anni della Repubblica Italiana".

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Come scritto in precedenza, fu la lana il tessuto utilizzato per la Maglia Rosa nel primi quattro decenni. A partire dagli anni '70 iniziarono a comparire versioni caratterizzate dalla presenza di fibre sintetiche. Sono oltre 250 i ciclisti ad aver avuto l'onore di indossarla. A capeggiare la lista è Eddy Merckx, il "Cannibale" (soprannome che evidenzia il suo essere famelico di vittorie), capace di indossarla 77 volte nel periodo 1968-1974. E Merckx detiene (in coabitazione con Binda e Coppi), il record di Giri d'Italia conquistati, ben 5. Tra i ciclisti più celebri ad aggiudicarsi la maglia è possibile citare Gino Bartali, Fausto Coppi, Francesco Moser, Giuseppe Saronni, Bernard Hinault e Marco Pantani.

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07 MayUlteriori curiosità sulla Maglia Rosa
Se è indubbio che la maglia del primo in classifica sia rosa, in realtà nessuno ha mai pensato di depositare un codice Pantone che definisse il colore in modo univoco. Desideri vedere con i tuoi occhi le variazioni di colore tra le diverse versioni della Maglia Rosa? Allora potresti recarti al Museo del Ghisallo, sul Lago di Como, che ospita al suo interno la più grande collezione al mondo; è un peccato che a mancare sia proprio quella indossata da Guerra, dato che la più antica conservata nel museo risale al 1935.
Una curiosità nota a pochi è che, pur spettando a chi comanda la corsa a tappe, in un'occasione la maglia è stata indossata da ben 8 ciclisti. L'evento si è verificato il 21 maggio 1971, durante la tappa che conduceva i corridori da Brindisi a Bari. Gli 8 atleti, appartenenti alla Salvarani, avevano conquistato la cronostaffetta il giorno precedente.
Non solo "rosa": le altre maglie del Giro d'Italia
A favorire la nascita della Maglia Rosa era la volontà di trovare un capo in grado di rendere visibile al pubblico il leader della classifica. E ancora oggi questa maglia rappresenta l'obiettivo finale di ciascun partecipante. Anche indossarla un unico giorno, infatti, vuol dire entrare a far parte della storia del ciclismo. Ciò detto, occorre ricordare come il Giro d'Italia si contraddistingua per l'adozione della Maglia Azzurra (spetta al miglior scalatore), Maglia Ciclamino (assegnata al leader della classifica a punti) e Maglia Bianca (premia il miglior Under 25 della classifica generale). Per un breve periodo, dal 1946 al 1951, è anche comparsa la temuta Maglia Nera, che aveva il compito di segnalare il ciclista ultimo in classifica.
Autore: Winbetnews.it
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