Parigi-Nizza, percorso modificato nella "tappa regina"
CICLISMO (Aggiornato il: )

Parigi-Nizza, percorso modificato nella "tappa regina"

Lo sloveno della Jumbo-Visma fin qui sempre più cannibale della corsa può allungare nell'arrivo in salita di Valdeblore La Colmiane.

Modifiche di percorso per la settima tappa della Parigi-Nizza: a cambiare sono i primi 27,8 km di strada, con partenza da Le Broc e arrivo a Valdeblore La Colmiane. Una frazione da 119,2 km, molto corta rispetto ai canoni, ma in cui non mancheranno le insidie per i corridori. D'altronde non potrebbe essere altrimenti con i 3047 metri di dislivello complessivo da affrontare, frutto di 4 salite in cui sarà toccato un picco di pendenza dell'11,2% e un'altitudine massima di 1505 metri. 

Spazio dunque agli scalatori nel penultimo arrivo in salita della "Corsa del Sole" e riflettori puntati sul dominatore assoluto della Parigi-Nizza fino a questo momento: Primoz Roglic. Lo sloveno ieri si è imposto addirittura in uno sprint di una 40ina di corridori, confermando una condizione eccellente e una cattiveria agonistica degna di nota. Niente da fare per Christophe Laporte e Michael Matthews, rispettivamente secondo e terzo sul traguardo di Biot: quando Roglic è partito ai 200 metri dal traguardo nessuno ha avuto la forza per uscire dalla sua scia. 

La classifica generale alla vigilia della frazione odierna parla chiaro: il campione dell'ultima Vuelta Espana ha un vantaggio di 41 secondi su Maximilian Schachmann della Bora Hansgrohe, già vincitore della corsa a tappe in Costa Azzurra nel 2020. Staccata di 50" e 51" è invece la coppia della Astana composta da Ion Izagirre e Aleksandr Vlasov. Proprio loro potrebbero cercare di movimentare la corsa fin dalle prime ascese, magari dal Gpm della Cote de Saint Antonin (6,2 km al 5,2%), nella consapevolezza che portare Roglic in carrozza fino all'ultima salita, visto lo spunto e la progressione del corridore sloveno, equivarrebbe ad una sentenza di condanna.

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