CICLISMO: I Mondiali della storia corsi in condizioni estreme
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CICLISMO: I Mondiali della storia corsi in condizioni estreme

Tante le corse spettacolari in oltre 90 edizioni della gara iridata

I Mondiali di ciclismo, la cui edizione 2026 si disputerà a Montréal tra il 20 e il 27 settembre, sono nati nel lontano 1927.

Il Mondiale attira appassionati di tutto il mondo dal 1927

Quell'anno a trionfare sul tracciato di Nürburgring, in Germania, furono gli italiani, capaci di conquistare tutti e 3 i gradini del podio con Binda, Girardengo e Piemontesi. Nel corso dei decenni diverse generazioni di ciclisti si sono trovate ad affrontare percorsi davvero impegnativi e, spesso, hanno dovuto far fronte a condizioni avverse, non solo dal punto di vista meteorologico. Nei prossimi paragrafi verrà offerta una panoramica delle edizioni più dure e drammatiche.

Le Alpi francesi protagoniste nel Mondiale di Sallanches del 1980

La maggior parte degli esperti di ciclismo è concorde nel definire il Mondiale francese del 1980 il più duro della storia. Il percorso si sviluppava su 20 giri complessivi, per un totale di 268 km; e ogni giro prevedeva l'ascesa della Côte de Domancy. Questo significava dover affrontare un dislivello superiore ai 6.000 metri.

Alla vigilia Anquetil, considerando la selettività del percorso, ipotizzò l'arrivo al traguardo di soli 15 corridori; e le sue previsioni si rivelarono esatte. Furono proprio 15, infatti, i ciclisti a terminare la gara su più di cento partecipanti. La vittoria andò a Bernard Hinault che, nonostante i problemi fisici emersi a poche settimane dal via, decise di rompere gli indugi attaccando per sgranare il gruppo. A tentare di resistere al campione bretone fu l'italiano Baronchelli, costretto a cedere a 2 giri dalla fine.

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L'edizione del 1988 corsa in Belgio

Se gli italiani ricordano con piacere il Mondiale di Ronse del 1988 grazie alla conquista del titolo iridato da parte di Fondriest, tale edizione è entrata nella storia in virtù di un finale davvero drammatico. A caratterizzare il circuito di 273 km, immerso nelle Fiandre, erano i continui saliscendi concepiti per favorire i corridori di casa. Non a caso, a prendere parte alla volata finale, oltre a Fondriest e a Steve Bauer, di nazionalità canadese, fu il belga Claude Criquielion.

A circa 200 metri dall'arrivo l'idolo dei Paesi Bassi provò a superare Bauer ponendosi tra quest'ultimo e le transenne. Nel chiudere la traiettoria il canadese urtò il rivale, portandolo a scontrarsi con le barriere. Lo stesso Bauer, costretto a rallentare, si vide sfilare dal ventitreenne Fondriest che, stupito, riuscì a tagliare per primo il traguardo.

La pioggia protagonista a Firenze 2013

L'edizione di Firenze appariva già proibitiva al momento della presentazione del percorso da 272 km, ma lo divenne ancora di più a causa della pioggia torrenziale, che disturbò i ciclisti per gran parte della gara. Furono le discese, in particolare, a divenire molto insidiose favorendo decine di cadute. Su 200 partecipanti meno di una cinquantina giunsero all'arrivo.

Vincenzo Nibali cullò a lungo il sogno di vincere il Mondiale, continuando a spingere anche dopo una caduta. Purtroppo per lui, affrontato il muro di Via Salviati vide le energie esaurirsi, distaccandosi da Purito Rodriguez. La vittoria andò a Rui Costa, capace di superare lo stesso Rodriguez allo sprint.

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17 Sept

Nel 2025 a Kigali un'edizione durissima

Merita di essere annoverata tra le edizioni più difficili del Mondiale di ciclismo la gara in linea di Kigali svoltasi nel 2025. Cosa complicò i piani dei corridori? L'altitudine della città ruandese, situata a 1.850 metri sul livello del mare. La vittoria epica dello sloveno Pogačar vide il ciclista andare in fuga quando all'arrivo mancavano ancora 100 chilometri; prima in compagnia di Del Toro, quindi da solo (trovandosi a percorrere gli ultimi 66 chilometri senza avversari in vista).

IMMAGINI: IMAGO


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