
GIRO D'ITALIA: La sfida del Passo Giau
Percorso e insidie della diciannovesima tappa del Giro d'Italia 2026
Con una sinfonia di cuori che battono all'unisono, in un'altalena che oscilla tra passione e fatica, il Giro d'Italia ogni anno regala emozioni, e anche in questo 2026 non vuole essere da meno. Dopo una partenza da cartolina nella scenografica Bulgaria e un proseguo attraverso tanti meravigliosi scorci del Bel Paese, venerdì 29 maggio la carovana rosa affronterà la sua diciannovesima tappa, considerata la "Tappa Regina": 151 chilometri da Feltre ad Alleghe, con un dislivello di quasi 5.000 metri concentrato soprattutto nella seconda metà del percorso. Al chilometro 110, in particolare, prenderà avvio quella che non è soltanto una salita, ma una vera e propria prova di forza: il Passo Giau.
Inizio percorso: un labirinto di passi leggendari
La partenza da Feltre, città storica ai piedi delle Dolomiti bellunesi, offre solo pochi chilometri di respiro lungo la Valbelluna, prima che l'orizzonte diventi verticale; il gruppo si dovrà infatti ben presto confrontare con il Passo Duran, un'ascesa dalle pendenze irregolari e carreggiate strette che non concede distrazioni. Seguirà una discesa, la quale tuttavia non permetterà di recuperare chissà quanto. Il motivo? La sequenza ravvicinata di Coi e Forcella Staulanza, due passi che appesantiranno ulteriormente le gambe dei nostri ciclisti, preparando il terreno per il mostro sacro della giornata.

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07 MayIl Giau: dove il silenzio delle Dolomiti incontra l'urlo del Giro
Esistono montagne che si limitano a ospitare il passaggio dei ciclisti, e cime che invece paiono attendere il Giro D'Italia per ricordare a tutti chi comanda davvero. Avrai già indovinato: il Passo Giau si colloca di diritto in questa seconda categoria. Da Selva di Cadore, il gruppo salirà per 9,9 chilometri con una pendenza media del 9,3% (senza scendere mai sotto il 9), in un totale di 29 tornanti. Una scalata, questa, che assume i connotati di un viaggio attraverso paesaggi diversi: man mano che si prosegue verso la vetta, la vegetazione sparisce, lasciando il posto a quello che sembra essere a tutti gli effetti un paesaggio lunare.
Perché il Giau è il giudice del Giro
Con i suoi 2.233 metri di quota, il Passo Giau è considerato la Cima Coppi di questo Giro d'Italia (ovvero la salita con l'altitudine più elevata da affrontare durante l'intera gara). Ma le difficoltà per i ciclisti non si limiteranno alla pura fatica di gambe, ovviamente necessaria per sfidare una salita del genere. Salendo metro dopo metro, infatti, e soprattutto oltre i 2.000 metri di altezza, l'ossigeno inizia a rarefarsi, mettendo a dura prova anche i polmoni dei ciclisti più allenati. E che dire del meteo? Come accade spesso in montagna, anche sul Giau il tempo può cambiare letteralmente nell'arco di una decina di minuti. Insomma, si tratterà senza alcun dubbio di un'insidiosa prova di forza fisica che sfocia in un test di resistenza psicologica.

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07 MayIl finale: ultimo sprint fino ad Alleghe
Dopo aver raggiunto la sommità del Passo Giau, la discesa dal versante opposto è veloce e tecnica. Successivamente, il percorso della Corsa Rosa 2026 piegherà verso il Passo di Falzarego, una risalita breve che scollina dolcemente. Ma ecco che quando tutto sembrerebbe essere – letteralmente – in discesa, i nostri ciclisti saranno chiamati ad affrontare un'altra ascesa: quella verso i Piani di Pezzè di Alleghe, una salita di circa 5 chilometri con punte che toccano il 15% di pendenza. Possiamo dunque proprio dire che si tratti del classico finale a trabocchetto: la montagna più alta è alle spalle, ma la vittoria è ancora tutta da conquistare.
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Autore: Winbetnews.it
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