FORMULA 1: GP di Azerbaijan, difficoltà di un tracciato insidioso
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FORMULA 1: GP di Azerbaijan, difficoltà di un tracciato insidioso

Ecco i motivi per cui il percorso di Baku presenta molti rischi

Sabato 26 settembre 2026 potrai vedere il Gran Premio di Azerbaijan, anticipato di 24 ore per celebrare Anım Günü (Giorno del Ricordo) il 27. Ma non avrai bisogno di attendere la gara per assistere ai colpi di scena: è attesa qualche sorpresa fin dalle prove di giovedì 24 settembre 2026. Il motivo risiede nella conformazione del tracciato di Baku, uno dei più difficili da affrontare. Alcuni tratti, infatti, richiedono precisione tecnica e un assetto adeguato della vettura. L'esito della competizione dipenderà dalla bravura dei team nel gestire ogni dettaglio della corsa.

Gran Premio di Azerbaijan: tra curve e tratti stretti

È il circuito più lungo del mondiale dopo quello di Gedda (Arabia Saudita), un percorso cittadino di 6003 m da fare per 51 volte in senso antiorario. Dotato di una pit lane (la corsia dei box) di 280 m, conta 20 curve, di cui 8 a destra e 12 a sinistra. Molte di queste sono ad angolo retto e, data la prossimità alla fine del campionato, una delle difficoltà da affrontare è proprio il livello di usura degli impianti frenanti. In scuderia e al volante è richiesta l'armonizzazione fra trazione alle ruote ed estrema precisione nel compiere i tratti a 90°. Un altro punto critico è la zona della Città Vecchia: larga soltanto 7 m, non lascia spazio a manovre approssimative.

GP di Baku, accelerazione e staccata all'estremo

Altra caratteristica del circuito dell'Azerbaijan è l'alternanza tra rettilinei lunghi (di cui il principale pari a 2,2 km, quasi sempre percorso oltre i 340 km/h) e tratti urbani in curva, da attraversare a non più di 120 km/h. La diretta conseguenza è l'improvvisa variazione di velocità, che comporta consumi elevati, unitamente a frequenti cambi di marcia nel singolo giro (ben 71). Come già anticipato i sistemi di frenatura delle autovetture risultano in parte compromessi dall'utilizzo durante il mondiale di F1, fattore che aumenta a dismisura lo stress meccanico. Pinze e dischi potrebbero raggiungere temperature tali da favorirne la rottura, ragion per cui è indispensabile investire sulla manutenzione.

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F1 in Azerbaijan, ottimizzazione del carico aerodinamico

Una pista così varia porta inevitabilmente a decisioni difficili finalizzate alle migliori prestazioni. Quanto appena affermato vale, in particolare, per la downforce (deportanza o carico aerodinamico): ogni casa automobilistica dovrà scegliere tra una maggiore stabilità in curva (soprattutto la 8, la più stretta del campionato, nella zona del Castello) oppure una più elevata velocità in rettilineo. Nel primo caso, si provvederà all'aumento del carico sull'ala anteriore e posteriore, mentre nel secondo alla diminuzione. Altra criticità è data dalle improvvise variazioni di vento e dall'assenza di vie di fuga in molti punti della pista: basta un attimo di distrazione nelle staccate per finire contro le barriere.

La scelta delle gomme al GP di Baku

Anche gli pneumatici rappresentano un fattore da non sottovalutare: l'asfalto cittadino ha bassa aderenza, ma anche ridotta usura, pertanto potrai vedere 1-2 soste a monoposto per il cambio. Non mancano i punti critici, come la Curva 1 alla fine del rettilineo principale, dove le monoposto arrivano con le gomme anteriori fredde in frenata (con possibile blocco delle ruote e slittamento fuori pista). Per affrontare il Gran Premio, Pirelli ha proposto il set più morbido in assortimento composto da mescole slick C3 (hard), C4 (medium) e C5 (soft). Date le premesse, quindi, sarà una gara che ti lascerà con il fiato sospeso fino alla fine.

IMMAGINI: IMAGO


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