FORMULA 1: Bahrain, il Gran Premio che ha cambiato la Formula 1
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FORMULA 1: Bahrain, il Gran Premio che ha cambiato la Formula 1

Nel deserto di Sakhir è nata la nuova era del Mondiale

Il GP del Bahrain occupa un posto speciale nella storia della Formula 1. Quando il 4 aprile del 2004 le monoposto scesero in pista per la prima volta sul nuovissimo Bahrain International Circuit, il Mondiale cambiò per sempre. Da quel momento la località di Sakhir, situata nella periferia di Manama, è diventata una delle tappe più iconiche del calendario, aprendo la strada ai successivi appuntamenti di Abu Dhabi, Qatar e Arabia Saudita.

2004: il deserto diventa parte integrante della storia della F1

All'inizio degli anni 2000 le gare di Formula 1 erano concentrate tra Europa e Nord America, con qualche sconfinamento in Asia. Inizialmente, il progetto di portare il Mondiale nel Golfo Persico sembrava ambizioso, ma il governo del Bahrain investì soldi ed energie nella costruzione di un impianto ultra moderno a Sakhir, circa 25 km a sud della capitale Manama.

I lavori iniziarono nel 2002 e vennero completati in tempi record per ospitare la terza gara del campionato mondiale del 2004. Il debutto avvenne in una giornata insolita: cielo nuvoloso, temperature leggermente più basse del previsto e una tempesta di sabbia che aveva sferzato l'area durante le ore precedenti alla partenza. Nonostante le condizioni difficili, l'organizzazione fu impeccabile tanto che la FIA decise di assegnare al Bahrain il premio di "Best Organised Grand Prix". Quella gara fu dominata dalle Ferrari. Michael Schumacher conquistò pole position, giro veloce e vittoria davanti al compagno di scuderia Rubens Barrichello. A completare il podio fu Jenson Button su BAR-Honda.

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Il Bahrain International Circuit: un capolavoro nel deserto

Voluto dal principe Salman bin Hamad Al Khalifa e progettato dall'architetto tedesco Hermann Tilke, il Bahrain International Circuit è lungo 5,412 chilometri e presenta 15 curve. La superficie abrasiva dell'asfalto rende la gestione degli pneumatici uno degli aspetti più delicati. Inoltre, il vento proveniente dal deserto modifica continuamente il comportamento aerodinamico delle monoposto.

Tra le caratteristiche più affascinanti del circuito figura la sua versatilità. Oltre al tracciato classico, infatti, esistono altre cinque configurazioni, compresa la celebre Endurance Circuit utilizzata nel 2010 per celebrare il sessantesimo anniversario del Mondiale. Questa flessibilità ha trasformato Sakhir in una sede privilegiata per i test prestagionali, essendo in grado di fornire dati preziosi sulle vetture.

Dal 2014 il Gran Premio si disputa in notturna, grazie a un imponente sistema d'illuminazione composto da circa 500 pali luce. Il passaggio alle luci artificiali ha regalato agli spettatori un'atmosfera ancora più spettacolare, facendo del Bahrain la seconda gara notturna della Formula 1 dopo Singapore.

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La rivoluzione innescata dal GP del Bahrain

Il successo del primo Gran Premio mediorientale convinse la direzione che l'area potesse diventare un mercato strategico. E così, negli anni successivi arrivarono il GP di Abu Dhabi (2009), quello del Qatar (2021) e dell'Arabia Saudita (2021). Fondi sovrani, sponsor internazionali e investimenti privati hanno via via contribuito alla crescita commerciale del campionato, rendendo il Bahrain e le nazioni vicine partner fondamentali dello sviluppo globale di questo sport.

Non sono mancati neppure i momenti difficili. Il GP del 2011, ad esempio, fu cancellato a causa delle tensioni interne nel Paese, mentre quest'anno il conflitto regionale ha costretto Formula 1 e FIA a spostare l'evento a Sepang, in Malesia. Al di là della sua importanza storica, il Bahrain è diventato uno dei circuiti preferiti da piloti e tifosi per la qualità delle gare. I lunghi rettilinei, le frenate in discesa e il degrado delle gomme favoriscono sorpassi e finali spesso imprevedibili. Nel corso degli anni il circuito ha incoronato campioni del calibro di Schumacher, Leclerc, Verstappen e Hamilton. A detenere il record di vittorie è proprio l'inglese (5), davanti a Vettel (4) e Alonso (3).

IMMAGINI: IMAGO

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