Diamante-Potenza: tanta salita nella settima tappa
CICLISMO (Aggiornato il: )

Diamante-Potenza: tanta salita nella settima tappa

L'appennino lucano protagonista di una frazione piena di insidie: il traguardo posto su uno strappo con picco di pendenza del 13%.

Dopo la Palmi-Scalea, tappa confermatasi "di trasferimento" come da pronostici e appannaggio dei velocisti (vittorioso ancora Arnaud Demare), con la settima tappa da Diamante a Potenza si può dire che il Giro d'Italia 2022 entri nel vivo.

Prima la cronometro di Budapest, poi la scalata dell'Etna, hanno fornito delle iniziali indicazioni sullo stato di forma dei protagonisti annunciati della Corsa Rosa. E soprattutto chiarito chi, molto probabilmente, non potrà issare il trofeo "infinito" sul podio di Verona. La settima frazione promette di portare ulteriore chiarezza sugli equilibri di forza all'interno del gruppo. La carovana, dopo un inizio tappa pianeggiante, si cimenterà infatti con le asperità dell'appennino lucano. Dal passo della Colla al Monte Sirino, passando per la breve ma impegnativa scalata della Montagna Grande di Viggiano. Poi, prima di Potenza, la salita Sellata. Neanche il centro cittadino sarà privo di insidie: gli ultimi km presentano infatti pendenze elevate, con in particolare i 350 metri finali caratterizzati da una pendenza media dell'8% e una punta massima del 13%.

Forse quella odierna non sarà la tappa regina del Giro 2022, ma chi non è in giornata corre il rischio di pagare dazio. I capitani che puntano alla Maglia Rosa, da Simon Yates a Carapaz, per fare un paio di nomi, dovranno restare in guardia dall'inizio alla fine. E chissà che non mettano nel mirino anche un successo di tappa. Rispetto a quest'ultimo scenario, però, occhio anche ai cacciatori di classiche: corridori come van der Poel e Girmay, ad esempio, sembrano perfetti per lo strappo su cui è posizionato il traguardo. Per dare sfogo ai loro watt, però, dovranno prima soffrire.

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