
CICLISMO: Vuelta 2026, il Collado del Alguacil potrebbe decidere la corsa
La penultima tappa è la più dura di tutta la Vuelta
La 20ª tappa della Vuelta a España 2026, in programma sabato 12 settembre, è la frazione più attesa dell'intera corsa. I corridori saranno chiamati ad affrontare i 186,8 chilometri che separano La Calahorra dal durissimo Collado del Alguacil. Si tratta dell'ultima vera occasione per ribaltare la classifica generale prima della passerella finale di Granada.
La tappa regina della Sierra Nevada
Gli organizzatori hanno disegnato una tappa pensata esclusivamente per gli scalatori puri. I 186,8 km in programma celano ben 4 850 metri di dislivello, distribuiti su una successione di ascese che renderanno la corsa selettiva fin dalla prima metà di gara.
La partenza è fissata a La Calahorra, cittadina situata ai piedi della Sierra Nevada. La prima grande difficoltà di giornata è il Puerto de los Blancares, seguito da un lungo tratto vallonato che prepara il terreno alla doppia ascesa dell'Alto de Hazallanas. Questa salita presenta rampe superiori al 15% e i corridori dovranno affrontarla due volte.
Dopo la seconda discesa non ci sarà spazio per respirare: gli ultimi chilometri, infatti, conducono verso il Collado del Alguacil, salita inedita per la Vuelta, caratterizzata da pendenze superiori al 20%. Qui i distacchi potrebbero aumentare drasticamente, anche tra i ciclisti d'alta classifica. L'ascesa misura 8,3 km e presenta una pendenza media del 9,8%. Parliamo di una salita esplosiva, fortemente irregolare e senza punti di recupero.

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28 AugChi può vincere: gli uomini della classifica generale
La penultima tappa arriva in un momento in cui ogni secondo assume un valore enorme. Se dopo la cronometro di Jerez i distacchi resteranno contenuti, il Collado del Alguacil potrebbe trasformarsi nella resa dei conti finale tra gli uomini di classifica. Colui che sta dominando il ciclismo mondiale e che aveva puntato a conquistare la mitica Tripla Corona (assegnata a chi vince tutti e tre i Grandi Giri) ha dovuto abbandonare la corsa dopo una brutta caduta. Tadej Pogačar è finito a terra durante l'ottava tappa della corsa spagnola, riportando la frattura della clavicola e una commozione cerebrale.
Lo sloveno era saldamente in testa alla classifica generale, con un vantaggio di tre minuti e 50 secondi su Enric Mas. Lo scettro è quindi passato nelle mani dello spagnolo, che proprio sulle montagne di casa ha costruito buona parte della sua reputazione. Il corridore della Movistar conosce perfettamente il terreno andaluso e potrà contare sul sostegno del pubblico, elemento che spesso fa la differenza nelle grandi corse a tappe. Occhio anche a João Almeida, Richard Carapaz, Primoz Roglic e Oscar Onley, tutti corridori in grado di reggere pendenze oltre il 10%.

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31 AugLe chiavi della corsa? Altitudine, caldo e gestione delle energie
Più ancora delle pendenze, sarà l'ambiente della Sierra Nevada a rendere speciale questa tappa. L'arrivo sfiora i 2 000 metri di quota, altitudine che richiede uno sforzo fisiologico superiore rispetto alla norma. Dopo quasi tre settimane di corsa, proprio la quota elevata potrebbe amplificare la differenza tra chi ha ancora energie e chi è ormai al limite.
Altro fattore che potrebbe risultare determinante sarà il caldo andaluso. Nelle vallate della provincia di Granada le temperature possono superare abbondantemente i 35 gradi, mentre in quota il clima cambia rapidamente. Gli atleti dovranno gestire con estremo rigore sia l'alimentazione prima della gara che l'idratazione. Il Collado del Alguacil è una salita che non perdona, con tratti in cui la pendenza diventa davvero brutale, costruita per offrire spettacolo e selezione.
IMMAGINI: IMAGO
Autore: Winbetnews.it
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