TENNIS: US Open, le strategie più efficaci per vincere il torneo femminile
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TENNIS: US Open, le strategie più efficaci per vincere il torneo femminile

Campi veloci e temperature torride richiedono capacità di adattamento non indifferenti

Tutto è pronto per l'ultimo torneo del Grande Slam del 2026: gli US Open. Le qualificazioni avranno luogo tra il 24 e il 27 agosto, mentre i match del tabellone principale prenderanno il via il 30 agosto.

Le principali pretendenti per un posto in finale

Gli US Open si svolgeranno a New York, ospiti del "Billie Jean King National Tennis Center" di Flushing Meadows. La finale del torneo femminile, programmata per sabato 12 settembre, verrà giocata sul campo del celebre Arthur Ashe Stadium, lo stadio di tennis più grande del mondo.

Il pubblico è in attesa di capire chi la spunterà tra quelle che negli ultimi anni vengono definite le "Big 3": Coco Gauff, Aryna Sabalenka e Iga Swiatek. Curiosamente, nessuna delle tre campionesse è riuscita a conquistare nel 2026 uno dei "Grandi Titoli". Per riuscire finalmente a sollevare un trofeo importante in un'annata sfortunata dovranno necessariamente adottare strategie efficaci sui campi in cemento.

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Elasticità, rimbalzi e servizio

Non sussistono dubbi sul fatto che il cemento, nel tennis moderno, rappresenti la superficie dominante. Non a caso, due dei quattro slam (oltre agli US Open gli Australian Open) si giocano su questa superficie. Eppure, i campi del torneo australiano differiscono da quelli di Flashing Meadows risultando leggermente più lenti. A caratterizzare i campi del torneo americano è anche un'elasticità quasi nulla.

Se la pallina guadagna spin, è da sottolineare come le elevate temperature tipiche del periodo non fanno che rendere la pallina stessa ancora più veloce; questo è ancora più vero nelle giornate particolarmente afose. Le giocatrici dotate di un servizio potente potrebbero trarre vantaggio dalla situazione anche se, occorre ricordarlo, tale colpo nel tennis femminile non incide come in campo maschile.

Come sfruttare dritto e rovescio a due mani

Attualmente i campi degli US Open si avvalgono di un sistema acrilico Laykold, che ha esordito nel 2020 sostituendo il precedente DecoTurf, impiegato per più di 40 anni. L'obiettivo era assicurare rimbalzi della pallina più uniformi anche nei giorni contraddistinti da temperature davvero torride. Il cemento, comunque, indipendentemente dai gradi raggiunti a causa del caldo varia la dinamica dei colpi.

Il rovescio a due mani, dato il tempo di contatto della pallina sul cemento più breve, può trasformarsi in un attacco potenzialmente devastante. Anche il dritto, sfruttando adeguatamente i rimbalzi alti per cercare di raggiungere angoli impossibili, ha modo di tramutarsi in un'arma vincente. Le tenniste più abili nel variare il ritmo di gioco, passando dal flat al top spin, hanno maggiori possibilità di assumere il comando dello scambio imponendo i propri colpi.

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Le dimensioni "particolari" dell'Arthur Ashe Stadium

Parlando di strategie vincenti c'è un altro elemento da tenere in debito conto: le dimensioni del campo. Molte delle giocatrici che durante il Roland Garros scendono in campo sul Philippe Chatrier, soprattutto chi non lo ha mai fatto in precedenza, rimangono intimorite dalla sua grandezza, spalti inclusi. Non da meno è l'Arthur Ashe Stadium, il campo principale degli US Open.

A differenziare quest'ultimo è un altro fattore: la posizione. Dei 4 campi centrali dei tornei del Grande Slam è l'unico con un campo da gioco vero e proprio non perfettamente posizionato al centro dello stadio. Nello specifico è la larghezza degli spazi sui due lati lunghi, posti oltre le righe laterali, a non risultare simmetrica. Le tenniste dispongono così di uno spazio di manovra in orizzontale ridotto se paragonato a quello offerto dagli altri tornei dello Slam. Di conseguenza, ad avvantaggiarsi sono le giocatrici più abili nel portare colpi angolati e nell'adottare traiettorie più strette.

IMMAGINI: IMAGO

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