MOTOGP: Red Bull Ring, le insidie di un circuito all'apparenza semplice
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MOTOGP: Red Bull Ring, le insidie di un circuito all'apparenza semplice

Curve ampie e repentine variazioni di pendenza in un paesaggio pittoresco

Conosciuto in origine come Österreichring, il circuito austriaco è nato per sostituire la pista dell'aeroporto di Zeltweg divenuta obsoleta e pericolosa.

Un circuito corto amato dai piloti

Oltre a ospitare annualmente una gara del campionato di Formula 1, accoglie altri eventi motoristici e gare di endurance. Della lunghezza di 4 318 metri, è situato tra le Alpi a 660 metri sul livello del mare. È particolarmente apprezzato dai piloti in quanto offre un affascinante mix di discese e salite, con una pendenza che raggiunge il 12% e una discesa massima che, invece, tocca il 9,3%. Date tali caratteristiche, percorrere la pista decine di volte si rivela piuttosto impegnativo per i piloti.

Un tracciato modificato profondamente in più occasioni

Considerato inadeguato agli standard moderni della Formula 1, il tracciato originale dell'Österreichring ha ospitato l'ultima gara nel 1987. Nel corso degli anni '90 si è assistito a profonde modifiche effettuate sotto la guida del progettista Hermann Tilke. Oltre ad accorciare il percorso, Tilke lo ha reso più moderno con il chiaro obiettivo di rispondere alle norme di sicurezza vigenti. La riapertura del circuito, avvenuta nel 1997, ha portato con sé anche il cambio di nome, divenuto A1-Ring (corrispondente al nome di una società austriaca attiva nel settore telecomunicazioni).

Quell'anno la Formula 1 è tornata a correre sul tracciato, salvo abbandonarlo nuovamente nel 2003. Spetta alla Red Bull GmbH, società con a capo Dietrich Mateschitz, il merito di aver acquisito il circuito per portarlo a nuova vita. Anche in questo caso i lavori di ristrutturazione non sono stati pochi, accompagnati da un ulteriore cambio di nome: Red Bull Ring. Riaperto nel 2011, il tracciato ha ripreso a ospitare le gare di Formula 1 dal 2014.

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5h ago

Frenate e rettilinei veloci

Il Red Bull Ring è uno dei tracciati più veloci della Formula 1 in termini di tempo sul giro, rivelandosi complicato e insidioso anche per il motore. Le forti decelerazioni conseguenti alle frenate violente non facilitano di certo l'esperienza ai piloti. Altra peculiarità della pista austriaca è la presenza di curve lente da trazione, cui si affiancano rettilinei da percorrere a velocità elevata. Se sono 3 le frenate particolarmente impegnative, il tempo trascorso dai piloti con il piede pigiato sul freno è tutt'altro che alto (circa 9 secondi per ogni giro). Il fatto di avere a che fare con frenate ravvicinate tra loro rende più difficile raffreddare i freni; situazione ulteriormente complicata dall'aria leggermente rarefatta che aleggia sul circuito.

Configurazione della pista

A prima vista, osservando una piantina del Red Bull Ring, potresti essere tratto in inganno. L'apparente semplicità della pista, infatti, si rivela un'illusione. È pur vero che sono solo 10 le curve da affrontare (3 a sinistra e 7 a destra). Ma è altrettanto vero che la configurazione del tracciato rende minimi i distacchi tra i piloti e, allo stesso tempo, aumenta la frequenza dei sorpassi. È da sottolineare come la frenata in corrispondenza della curva 3 sia ritenuta una delle più difficili del mondiale, richiedendo ai piloti di rallentare in modo brusco mentre si trovano a percorrere un tratto in salita, mettendo a dura prova l'aderenza delle vetture.

Strategicamente, la pista tende ad avvantaggiare le squadre che adottano due soste; vantaggio che diventa ancora più evidente correndo con temperature elevate, destinate a far degradare rapidamente gli pneumatici posteriori. Va ricordata, a ogni modo, la variabile meteo: in più occasioni, la safety car è intervenuta in caso di pioggia, rendendo determinante il mantenimento della posizione in pista al momento della sua entrata.

IMMAGINI: IMAGO

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