
MOTOGP: Viaggio nella Cattedrale della velocità
Il mito di Assen
Il Gran Premio di Assen è storicamente uno degli appuntamenti più attesi del Motomondiale. Il tracciato olandese, soprannominato "La Cattedrale della Velocità", accompagna il campionato fin dagli inizi e ancora oggi regala sfide memorabili e colpi di scena.
Dalle strade di campagna all'asfalto della leggenda
Tutto è cominciato negli anni Venti, quando si correva ancora nelle campagne olandesi, su strade normalmente aperte al traffico. Questa passione si è trasformata ufficialmente in storia nel 1949: alla primissima edizione del Motomondiale, il Dutch TT era già presente come uno degli appuntamenti più importanti in calendario.
La svolta decisiva arriva nel 1955 con l'inaugurazione del circuito permanente, progettato esclusivamente per esigenze e traiettorie delle due ruote. Anche se negli anni la pista è stata accorciata e modificata per ragioni di sicurezza, l'anima di Assen è rimasta intatta. Il tracciato attuale conserva una fluidità straordinaria, con curvoni rapidissimi e cambi di direzione continui, dove a fare la differenza sono il talento puro e il coraggio del pilota.

MOTOGP: Viaggio nella Cattedrale della velocità
Il mito di Assen
2h agoPerché Assen è chiamata la Cattedrale della Velocità
Il soprannome non è casuale. Assen è considerata una sorta di tempio del motociclismo grazie alla sua lunga tradizione e alla qualità delle gare che ha offerto nel tempo. Se ti stai chiedendo quali siano le caratteristiche specifiche che rendono unico il circuito, eccole: curve percorse ad altissima velocità, continui cambi di inclinazione, condizioni meteorologiche spesso imprevedibili, un pubblico tra i più calorosi e competenti del campionato.
Anche dopo il grande restyling del 2006, che ha ridotto la lunghezza del tracciato, Assen ha conservato la natura tecnica e spettacolare che l'ha resa famosa in tutto il mondo.
I campioni che hanno scritto la storia
Nel corso degli anni il GP di Assen è stato palcoscenico di alcune delle più grandi imprese del motociclismo. Piloti come Giacomo Agostini, Mick Doohan e Valentino Rossi hanno costruito qui una parte importante del proprio mito. Oggi il circuito continua a esaltare i grandi talenti. Dopotutto, non è raro che una gara ad Assen sia tra le più spettacolari di una stagione.

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1d agoI duelli indimenticabili ad Assen
Nel 2013, il mondo assiste all'impresa eroica di Jorge Lorenzo. Due giorni prima della gara, lo spagnolo cade nelle prove libere sotto la pioggia e si frattura la clavicola. Vola a Barcellona, si fa operare nella notte, torna ad Assen e sabato corre con le placche e i punti freschi nella spalla. Finirà la gara al quinto posto, firmando una delle dimostrazioni di coraggio più incredibili dello sport moderno.
Il 2015 è testimone del discusso duello Rossi-Marquez. L'ultimo giro è un corpo a corpo spietato. All'ultima chicane Marquez tenta un attacco disperato all'interno e tocca la Yamaha di Valentino. Rossi, per evitare la caduta, raddrizza la moto, attraversa la via di fuga della Geert Timmer Chicane e taglia il traguardo davanti a tutti:uno dei finali più spettacolari e discussi della storia della MotoGP.
Nel 2018, la "Gara del Secolo". Un'edizione folle con oltre cento sorpassi complessivi e un gruppo di testa composto da sei piloti – Marquez, Rins, Viñales, Dovizioso, Rossi e Lorenzo – che si scambiano le posizioni a ogni curva, sui rettilinei a oltre 300 km/h. Alla fine la spunterà Marquez, ma quella gara è impressa come il manifesto perfetto della MotoGP moderna. Nonostante l'evoluzione delle moto e della tecnologia, il GP di Assen conserva un fascino speciale. Per molti piloti vincere in Olanda significa entrare a far parte di una tradizione che dura da oltre settant'anni e che ha accompagnato l'intera storia del Motomondiale.
IMMAGINI: IMAGO
Autore: Winbetnews.it
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