Mercedes, Wolff: “Il problema non è Hamilton, ma la macchina”
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Mercedes, Wolff: “Il problema non è Hamilton, ma la macchina”

Il team principal delle Frecce d'Argento difende il suo pilota di punta, finito alle spalle del compagno di scuderia anche a Baku.

Dei quattro podi fin qui conquistati dalla Mercedes, Lewis Hamilton ne ha portato a casa appena uno. Gli altri tre se li è accaparrati George Russell, alla sua prima stagione alla guida della Mercedes. Nelle idee della scuderia, Russell avrebbe dovuto essere il secondo pilota per qualche anno, per rubare il mestiere al più esperto collega di scuderia e raccoglierne l'eredità tra qualche anno. Nessuno avrebbe potuto immaginare che, nell'anno più difficile dell'ultimo decennio per la Mercedes, nascesse anche il dualismo tra i due piloti. Un aspetto che però non preoccupa Toto Wolff. Alla vigilia del gran premio del Canada, il team principal delle Frecce d'Argento ci ha tenuto a sottolineare la centralità del sette volte campione del mondo nel progetto della Marcedes. “Non penso che il suo genio sia finito. Quattro mesi fa dominava la stagione, non sta perdendo le sue qualità né è in declino” ha dichiarato Wolff, rimarcando la fiducia che lui e tutto il team Mercedes nutrono nei confronti di Lewis Hamilton. 

Piuttosto, il problema da affrontare è legato alla scarsa competitività della vettura. Il cambio di regolamenti, come prevedibile, ha stravolto le gerarchie riducendo sensibilmente le distanze tra scuderie. Quello che non ci si poteva attendere alla vigilia, però, era che a toppare totalmente la vettura sarebbe stata proprio la scuderia che da otto anni consecutivi vince il titolo costruttori. “Purtroppo – ha spiegato Wolff senza nascondere il suo disappunto - la macchina che gli è stata fornita non è al top, ma sia lui che Russell sono molto professionali e cercano di svilupparla come possono“. Il team principal della Marcedes ha poi proseguito sulla vettura di questo 2022: “Temo che non sia sufficiente per competere per le posizioni di vertice. Inoltre, le differenze sono minime e non credo che si possa dire che George supera continuamente Lewis e viceversa. Entrambi collaborano per riportare la Mercedes dove merita“.

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