
Hamilton sfida i critici: “Sul ritiro decido io”
Il pluri-iridato allontana il momento dell'addio: non è ancora giunta l'ora di farsi da parte.
Guai a giocare con l'orgoglio di un campione. Anzi, con l'orgoglio di un sette volte campione del mondo come Lewis Hamilton. L'inizio di stagione complicato, per usare un eufemismo, nel Mondiale di Formula 1, non sembra aver incrinato le certezze del pilota Mercedes, oggi settimo della Classifica Piloti a quota 28 punti, distante addirittura 58 lunghezze dalla vetta occupata da Charles Leclerc.
Ma ad esacerbare la sensazione di una grande difficoltà da parte di Hamilton non è tanto il confronto con le monoposto oggettivamente più veloci in questa fase come Ferrari e Red Bull, bensì quello con il compagno di scuderia, George Russell. Il giovane connazionale di Hamilton ha infatti ottenuto fino a questo momento 49 punti (ed è salito una volta sul podio), dimostrando che la Mercedes non sarà probabilmente quella che per anni ha fatto il bello e il cattivo tempo in Formula 1, ma nemmeno una monoposto lontana dal poter essere competitiva per la top five. Ecco, è proprio il rendimento di Russell a mettere Hamilton in difficoltà. Soprattutto: a fargli sperimentare un sensazione nuova, quella di pilota più lento (finora) della scuderia.
Una condizione strana, così insolita da portare media e tifosi a pronosticare un addio al mondo della Formula 1 ormai alle porte per Hamilton. Il motivo è il seguente: perché mai un campione che ha stravinto, arrivato a 37 anni, dovrebbe scegliere di macchiare la propria carriera venendo "umiliato" da compagno di squadra e rivali? Non sembra essere questo, però, il modo di ragionare del diretto interessato. Fa testo l'ultimo messaggio lasciato sui social da Hamilton: "Sto lavorando al mio capolavoro, dirò io quando sarà finito".
Autore: Winbetnews.it
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