GIRO D'ITALIA: Froome e la memorabile svolta del 2018
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GIRO D'ITALIA: Froome e la memorabile svolta del 2018

Dopo 2 settimane di scarsi risultati, Chris Froome ha conquistato la maglia rosa

Nel 2017 Chris Froome, noto come il keniano bianco, vinceva il Tour de France per il 3° anno consecutivo e la Vuelta a España, esprimendo poi la volontà di partecipare al Giro d'Italia, iniziato il 4 maggio e terminato il 27. Ma per lui la Corsa Rosa del 2018 non è solo una conquista personale: si tratta di una rivincita per l'intera squadra. Il team Sky, infatti, aveva tentato di imporsi nelle precedenti edizioni del Giro, tuttavia senza successo. Per il britannico Bradley Wiggins (2013) e il gallese Geraint Thomas (2017) l'esperienza si è rivelata fallimentare fin dalle prime tappe (entrambi i concorrenti si sono ritirati), mentre per l'australiano Richie Porte (2015) l'impresa è stata costellata di cadute e guasti meccanici.

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Avresti mai creduto alla straordinaria riscossa di Froome? L'inizio del Giro non è tra i più promettenti per il ciclista. A Gerusalemme cade in occasione della ricognizione della corsa a cronometro di apertura e accumula 37" di distacco da Tom Dumoulin della Sunweb, in vantaggio nella prima parte della competizione. Per più di 2 settimane la caduta influisce in modo negativo sulle prestazioni di Froome: non ancora nel pieno della forma, scivola verso la fine della tappa di Montevergine di Mercogliano. Inoltre continua a perdere terreno in tutti i tragitti caratterizzati da forti dislivelli in prossimità del traguardo. Ma alla 13ª tappa comincia la rimonta: supera Simon Yates sul Monte Zoncolan, arriva al 5° posto nella Trento-Rovereto (16ª tappa) e 4° ad Abbiategrasso-Prato Nevoso (18ª tappa).

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La svolta al Colle delle Finestre

Alla 19ª tappa si nota qualche cedimento di Yates (della Mitchelton-Scott, oggi Jayco AlUla), ormai Maglia Rosa da 13 giornate. A 80 km dalla meta, Chris Froome fa un attacco in solitaria e passa per primo sulla Cima Coppi designata quell'anno, il Colle delle Finestre, aumentando il distacco in discesa e sul Sestriere. Al traguardo riesce a cumulare 3'23" di vantaggio rispetto a Dumoulin, partito in anticipo di 2'54". In sole 7 tappe, il corridore britannico riesce in una delle imprese più impegnative nella storia del ciclismo: dal 12° posto diventa il leader della classifica con 40" di scarto rispetto all'olandese, fino a quel momento dato per favorito insieme a Dumoulin, López, Aru e, ovviamente, Yates.

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Verso la vittoria finale

Nella 20ª tappa da Susa a Cervinia Dumoulin cerca di recuperare la maglia rosa, ma gli sforzi del ciclista olandese vengono vanificati da Froome che riesce a mantenere un vantaggio di 40". Al rush finale di Roma bisogna pedalare per gli ultimi 115 km in un circuito di 11.5 km da percorrere 10 volte, ma la corsa è ridotta a 3 giri per la presenza di buche sul manto stradale segnalate da molti corridori in gara. Il keniano bianco matura 46" di scarto rispetto al campione della Sunweb e si aggiudica la vittoria conclusiva, la Maglia Azzurra come miglior scalatore, il Trofeo Bonacossa per la più avvincente impresa della competizione e il Trofeo Torriani per il 1° posto al Colle delle Finestre. Ecco i primi 3 classificati:

  • 1- Chris Froome
  • 2- Tom Dumoulin a 46"
  • 3- Miguel Ángel López a 4'57".

Insieme agli intramontabili Gimondi, Hinault, Anquetil, Merckx, Nibali e Contador, Froome è così entrato tra i grandi del ciclismo per aver conquistato la Tripla Corona con un’impresa davvero memorabile.

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