FORMULA 1: GP di Monaco, novità e aspettative
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FORMULA 1: GP di Monaco, novità e aspettative

Monoposto più sicure in un circuito iconico dove è vietato sbagliare

La F1 si prepara ad affrontare il GP di Monaco.

Le modifiche volute dalla FIA

La F1 si prepara ad affrontare il GP di Monaco. Un circuito speciale, contraddistinto dal glamour, ma anche da una configurazione cittadina per la quale i sorpassi sono al limite dell'impossibile. Uno stato di cose da cui derivano spesso gare in cui si assiste a un serpentone di macchine in fila indiana, con posizioni cristallizzate dopo la partenza e fino all'arrivo, salvo variazioni durante i pit stop o incidenti. A Monaco si corre infatti sempre sul filo del rischio, con muretti vicinissimi e conseguenze fatali a ogni minimo errore.

Il nuovo regolamento 2026 ancora non ha trovato stabilità. Tutto è in divenire, alcuni aspetti funzionano altri meno, e la Federazione cerca soluzioni che possano unire spettacolo per il pubblico e sicurezza per i piloti. A tal fine, è stato deciso di introdurre alcune novità relative proprio al Gran Premio di Monte Carlo, la prima delle quali consisterà nel non poter utilizzare lo Straight Mode, ovvero il pieno sfruttamento delle ali mobili per generare maggiore velocità. A ciò si aggiunge una diminuzione della potenza della power unit nella sua parte elettrica. Le monoposto saranno dunque rese meno performanti, al fine di ridurre i pericoli.

Le due facce del box Mercedes

Con queste introduzioni, i top team si apprestano a vivere un altro weekend con molte insidie. A Monaco, si sa, la qualifica è in molti casi decisiva, e se si parte dietro è complicatissimo recuperare. Dovrà tenerlo bene a mente George Russell, il grande sconfitto del Canada, con le immagini della rabbia per il ritiro nel mezzo dell'entusiasmante duello con Kimi Antonelli. È un momento difficilissimo per il pilota inglese, battuto dal giovane compagno quattro volte consecutive, con un distacco di classifica che ha assunto proporzioni importanti (43 punti) e soprattutto la consapevolezza che il suo presunto ruolo di leader nel team è ormai (a dir poco) in discussione.

Il campionato è lunghissimo, Russell ha ampi margini di recupero, ma ulteriori batoste potrebbero farlo precipitare in un tunnel psicologico di ardua risoluzione. Dall'altro lato, invece, Kimi vola letteralmente su una nuvola dorata. Nessuno si sarebbe mai aspettato un avvio di stagione così dirompente. Ci sono ancora margini di miglioramento, e Monte Carlo è un altro esame non di poco conto, per confermare uno status di campione che peraltro pare già chiaramente acquisito.

Gli altri tra dubbi e speranze di rilancio

Per gli altri, tanti punti di domanda. La McLaren, innanzitutto. Buoni segnali di ripresa si erano visti a Miami, con il doppio podio di Norris e Piastri, e sembravano ribaditi anche a Montréal, con il secondo posto di Norris nella Sprint. Poi però, sulla griglia di partenza del GP, la scriteriata decisione di montare le gomme intermedie ha di fatto vanificato ogni chance. Per la Ferrari, invece, sembrano essersi (in parte) ribaltati gli stati d'animo rispetto al 2025: in Canada si è rivisto un Hamilton combattivo, grintoso ed efficace, mentre Leclerc è sembrato piuttosto spento.

A Monte Carlo però l'uomo di casa ha già vinto due anni fa, e tante saranno le motivazioni per cercare di fare bene. Verstappen nel Principato ha trionfato due volte. Il primo podio stagionale ottenuto a Montréal dovrebbe avergli regalato nuova linfa e convinzione. Con una magia in qualifica, come tante volte ha fatto in carriera, niente può essergli precluso. Attenzione anche ad Hadjar, finora autore di prestazioni interessanti nel raffronto con Max. Per gli altri, infine, si parla in teoria solo di eventuali piazzamenti. Ma a Monte Carlo, se non si sbaglia, c'è spazio per risultati inattesi.

IMMAGINI: IMAGO

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