
FORMULA 1: Zandvoort, tra curve sopraelevate e vento
Domenica 23 agosto 2026 tornerà protagonista il mitico circuito olandese
Il circuito di Zandvoort si trova nei Paesi Bassi, a circa 25 km da Amsterdam, snodandosi tra le sabbiose dune che caratterizzano il Mare del Nord.
La storia di Zandvoort nella Formula 1
Questa pista scorrevole e veloce ha nelle sue due curve sopraelevate un elemento distintivo alquanto affascinante. La storia del circuito nel mondo della Formula 1 è iniziata nel 1952. Da quel momento fino alla stagione 1985, le monoposto hanno regalato emozioni e acceso gli entusiasmi del pubblico. In seguito la pista è scomparsa dal calendario per un periodo lunghissimo, pari a 36 anni, tornando a farne parte nel 2021. Quell'anno, e nei due successivi, è stato Max Verstappen, idolo locale, a salire sul gradino più alto del podio. Le ultime due edizioni hanno invece visto trionfare la McLaren: nel primo caso con Lando Norris, nel secondo grazie a Oscar Piastri.
Tante modifiche nel corso degli anni
La versione moderna del circuito olandese (quella utilizzata dal 2021 in poi) misura 4.259 metri; ma solo la curva 1, e la staccata di fine giro, sono rimaste inalterate rispetto all'impianto storico. Negli anni d'assenza dalla Formula 1 la pista è stata oggetto di diverse modifiche; è la parte tortuosa, in particolare, a essere entrata in gioco. Nonostante siano 14 le curve presenti, i piloti ricorrono al freno solo in 9 occasioni. L'impianto frenante viene sollecitato soprattutto nel percorrere la curva 1, meglio conosciuta come "Tarzan" (dal soprannome attribuito al proprietario del terreno su cui è stata realizzata la pista).

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17 AugLe due sopraelevate e altre peculiarità
A contribuire notevolmente alla notorietà raggiunta da Zandvoort sono state le sopraelevate, corrispondenti alle curve 3 e 14: la prima ha una pendenza di 19°, la seconda arriva a toccare i 18°. A essere onesti, tra le 14 curve che si susseguono nel circuito, solo 2 sono piatte. Le rimanenti 12, infatti, presentano il cosiddetto "banking", un termine impiegato per definire l'inclinazione di una curva variabile. La curva 14, una delle sopraelevate, può essere vista come un'estensione del rettilineo principale. Aumentano così le probabilità, per chi guida, di accelerare in pieno. In questo modo, il classico rettilineo dei box è divenuto un tratto del circuito di quasi 1 km.
Vento e grip in un circuito "old style"
Oltre alle curve, un altro elemento tende ad aumentare il livello di imprevedibilità delle gare disputate in Olanda: il vento proveniente dal Mare del Nord. Trasportando la sabbia del mare sull'asfalto influisce negativamente sull'aderenza delle vetture. I piloti si trovano a combattere, giro dopo giro, con un grip variabile. Parlare di Zandvoort significa fare riferimento a un circuito "vecchio stile", dove a mancare sono vie di fuga ampie e rettilinei molto lunghi. Le vetture, invece, fin dal via hanno la certezza di trovarsi al cospetto di spettacolari tratti sopraelevati e di pochi punti per sorpassare. Come se non bastasse, il circuito è uno dei più stretti della Formula 1, rendendo ancora più complicati i sorpassi. Distinguersi in qualifica è fondamentale per sperare in un ottimo risultato in gara.

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17 AugStoriche prime volte e non solo
Nella storia della Formula 1 a Zandvoort è riservato un posto d'onore. Tra le peculiarità della pista rientra il fatto di aver visto trionfare piloti mai vittoriosi in precedenza. Alberto Ascari, dominatore nel 1952, e James Hunt, capace di vincere nel 1975, rappresentano due esempi perfetti in proposito. Niki Lauda, al contrario, ottenne in Olanda l'ultimo successo della sua grande carriera. Esaminando i piloti più vincenti a Zandvoort, Jim Clark precede tutti grazie ai suoi 4 successi, tutti alla guida di una Lotus. Sono 3 le vittorie ottenute da Niki Lauda, Jackie Stewart e Max Verstappen.
IMMAGINI: IMAGO
Autore: Winbetnews.it
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