Ferrari, Binotto ammette: ”Manca ancora un po' di potenza”
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Ferrari, Binotto ammette: ”Manca ancora un po' di potenza”

A Barcellona-Montmelò la quarta uscita stagionale per la Formula 1. La Ferrari cerca il riscatto dopo Portimao.

La prima sessione di prove libere è stata interlocutoria. Mercedes e Red Bull, in ogni caso, sembrano ancora una volta destinate a dominare il gran premio di Barcellona, quarta tappa del mondiale di Formula 1. Fari accesi però sulla Ferrari, che è chiamata al riscatto dopo il passo indietro nel gran premio di Portimao. Il problema della scuderia di Maranello resta ancora la power unit. La mancanza di potenza nel motore non solo rende irraggiungibili Mercedes e Red Bull, ma rendono difficile perfino la competizione con la Mc Laren. 

“Abbiamo fatto dei passi in avanti rispetto al mondiale 2020 ma si mancano ancora dei cavalli”, la lucida analisi di Mattia Binotto, team principal della rossa di Maranello in una intervista concessa ad Auto Motor und Sport. “Questa mancanza di potenza – ha aggiutno - si fa sentire sia in qualifica che in gara, rendendoci vulnerabili agli attacchi degli avversari. Migliorare a livello di power unit non è semplice, perché bisogna trovare prestazione senza intaccare l’affidabilità”. In questo senso, il gran premio di Barcellona rappresenterà uno snodo importante per la Ferrari, per capire se avrà recuperato rispetto all'ultimo gran premio e potrà candidarsi davvero per la lotta al terzo posto con la McLaren. 

Sabato 8 maggio in programma la terza sessione di prove libere alle 12:00, mentre le qualifiche avranno inizio alle 15:00. Domenica invece la gara: partenza fissata alle ore 15:00. Saranno 66 i giri da completare sul circuito di Montmelò, che ha una lunghezza di 4,65 kilometri e 16 curve. “Il terzo posto – ha spiegato Binotto - non è il nostro obiettivo principale. È più importante dimostrare che siamo migliorati in tutti i settori come l’aerodinamica, il telaio, il motore e i pit-stop. Se guardo alle prime gare, eravamo tra i migliori in termini di pit-stop. Solo due squadre hanno una media di meno di tre secondi combinando tutte le soste. Una di loro siamo noi. È tornata la mentalità all’interno della squadra che ogni dettaglio conta, siamo in grado di identificare le nostre debolezze e correggerle. Nulla può accadere da un giorno all’altro, ma siamo sulla strada giusta per tornare in alto”.

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