TENNIS: Masters 1000 di Roma, Sinner contro tutti
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TENNIS: Masters 1000 di Roma, Sinner contro tutti

Il dominatore contro il resto del mondo sulla via dell'atteso trionfo

Se prendiamo in considerazione ciò che è accaduto nel circuito in queste ultime settimane, la domanda che stiamo per porre dovrebbe avere facile risposta: qualcuno può fermare Jannik Sinner sulla strada della vittoria agli Internazionali d'Italia? No, nessuno. Il tennis, però, così come ogni altra disciplina sportiva, non è mai scienza esatta, dunque niente è scontato.

La quintessenza della solidità

Al netto di tale considerazione, ci sono i fatti: l'altoatesino ha vinto, anzi dominato, Indian Wells e Miami, Montecarlo e Madrid, dimostrando una superiorità persino imbarazzante nei confronti di qualsiasi avversario. La contemporanea assenza per infortunio del grande rivale Alcaraz gli ha sicuramente facilitato il compito, ma la solidità palesata da Sinner ha davvero del clamoroso.

Nemmeno il passaggio dal cemento alla terra ha intaccato le certezze del numero uno del mondo, nemmeno la stanchezza per i tanti match disputati o la pressione dei record da conquistare e di una condizione di perenne favorito. Il pubblico italiano aspetta una vittoria al Foro dal 1976, tutti gli occhi sono su di lui, l'occasione per conquistare l'ultimo Masters 1000 che gli manca è chiaramente ghiottissima. E gli avversari? Ne esistono ancora?

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I contorni dell'immortalità e la sindrome dello sconfitto

Guardando i freddi numeri del ranking, il principale antagonista di Sinner verso la gloria romana dovrebbe essere Alexander Zverev. Ma è fresco il ricordo di quei 57 miseri minuti durante i quali il tedesco è stato letteralmente spazzato via nella finale di Madrid, così come lo sguardo basso di chi è sceso in campo praticamente già battuto prima ancora di iniziare. Zverev si è sempre trovato bene a Roma, ha alzato il trofeo due volte (2017 e 2024) ma la somma delle recenti (e cocenti) sconfitte contro Sinner gli ha tolto tanta fiducia, oltre a fargli smarrire ogni idea tattica per cercare di contrastare l'inesorabile muro del rivale.

Ormai fuori dai giochi, invece, l’eterno Novak Djokovic, capace di battere Jannik in Australia con una prestazione gigantesca, che ha rafforzato la sua forte candidatura al titolo di miglior tennista di sempre. Nole a Roma ha perso contro il croato Dino Prizmic per 2-6, 6-2, 6-4: dopo aver vinto il primo set, ha avuto un calo soprattutto fisico, e non è riuscito a tenere il ritmo di Prizmic.

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Giovani rampanti e rappresentanti della terra di mezzo

Il circuito in generale, e la fetta di appassionati che non apprezza lo stile di Sinner definendolo robotico e privo di afflato emozionale, aspetta l'arrivo di qualche nuovo campione in grado di contrastarlo. Fonseca pare un predestinato, ma ancora pecca di sostanza e continuità, come dimostra la sua recente sconfitta contro Medjedovic, Jodar ha impressionato tutti a Madrid ed è tuttora in gara, ma è solo agli inizi.

Poi ci sono gli altri: Musetti, in cerca di se stesso dopo il recupero dai problemi fisici e le sconfitte troppo anticipate in questa prima fase di stagione; Medvedev, abile a ritrovare all'improvviso il suo tennis, ma altrettanto abile a perdere la testa; Ruud, sempre ostico, ma lontano dai suoi periodi di massimo splendore. Già eliminati, invece, Aliassime, non troppo a suo agio sul rosso, fermato da Navone, Shelton, De Minaur e Arthur Fils. Chi o cosa può quindi fermare Sinner a Roma? Forse soltanto una giornata storta, un problema fisico, un accumulo di fatica o un evento imponderabile. Altrimenti, sarà festa.

IMMAGINI: IMAGO

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