
MOTOGP: In Indonesia i piloti potrebbero vivere un weekend imprevedibile
A Mandalika basta poco per stravolgere completamente l'esito di una gara
Il Gran Premio d'Indonesia, in programma domenica 11 ottobre alle 9:00 ora italiana, arriva in un momento delicatissimo del Mondiale. Dopo il successo di Marquez a Motegi, Jorge Martin conserva appena due punti di vantaggio sul campione Ducati. Inoltre, quella di Mandalika è una gara il cui esito è sempre molto difficile da prevedere in quanto può dipendere da grip, temperatura, pioggia e condizioni dell'asfalto. Qui ogni sessione è potenzialmente diversa dalla precedente.

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Mandalika può cambiare gli equilibri del mondiale?
1d agoUn tracciato giovane e particolare
Il Pertamina Mandalika International Circuit sorge sull'isola di Lombok, nell'arcipelago delle Piccole Isole della Sonda. Inutile dire quanto velocemente possa cambiare il clima in un contesto come questo. Il GP è entrato nel calendario ufficiale a partire dal 2022, dopo aver ospitato il Mondiale della Superbike l'anno precedente. Il circuito misura 4,3 km e comprende 17 curve, di cui 11 piegano a destra e 6 a sinistra.
Il rettilineo più lungo raggiunge i 723 metri. La gara della MotoGP è prevista sulla distanza di 27 giri, pari a 116,13 km. La posizione tropicale della pista, non molto distante dalla costa, è uno degli elementi che rendono Mandalika particolarmente interessante. Il tracciato è moderno e relativamente compatto, ma richiede un lavoro molto preciso e una certa sensibilità alla guida, orientata soprattutto a comprendere il comportamento della moto quando cambiano temperatura e livello di aderenza degli pneumatici sull'asfalto.
Il meteo di Lombok potrebbe riscrivere gli equilibri del mondiale
È soprattutto il clima a rendere Mandalika un circuito capace di cambiare il volto della gara. Temperature elevate e umidità possano incidere sulle condizioni fisiche dei piloti e sul rendimento degli pneumatici. Nel mese di ottobre in Indonesia si superano facilmente i 35 °C e i tassi di umidità possono oltrepassare il 70%, condizioni nelle quali un pilota può perdere anche 2-3 kg durante una singola gara. Ma il problema non riguarda solo il caldo. Un acquazzone può modificare rapidamente il grip dell'asfalto e costringere squadre e piloti a cambiare approccio alla corsa.
Sul bagnato l'aderenza diminuisce drasticamente e diventano fondamentali frenate e accelerazioni più progressive; se la pista passa da asciutta a bagnata o viceversa in pochi giri, anche la strategia degli pneumatici può diventare decisiva. E non si tratta di una possibilità teorica: nel 2022 Miguel Oliveira conquistò una storica vittoria sotto la pioggia in condizioni particolarmente difficili.

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2d agoAnche le frenate possono fare la differenza
Mandalika non è considerata una delle piste più severe del calendario per l'impianto frenante, eppure presenta alcuni punti particolarmente impegnativi. Secondo gli addetti ai lavori, la curva 1 richiede la frenata più decisa: le moto arrivano in quel tratto a oltre 300 km/h e sono costrette a scendere fino a 105 km/h circa. Nella curva 10, invece, la velocità passa da 275 a 90 km/h.
Queste frenate così severe si inseriscono in un circuito dove la ricerca dell'equilibrio diventa essenziale. Non basta prendere velocità sul rettilineo: è fondamentale riuscire a combinare stabilità in ingresso, trazione in uscita e gestione delle gomme quando la temperatura dell'asfalto aumenta o diminuisce. La classifica generale rende il weekend ancora più interessante.
Marc Marquez ha raggiunto a Motegi quota 331 punti, mentre Jorge Martín è a 333. Marco Bezzecchi insegue i due battistrada con 284 punti. Per Marquez, Mandalika è una sfida particolare. Il pilota Ducati non ha mai concluso il Gran Premio indonesiano, un dato che aggiunge ulteriore interesse a una gara piena zeppa di punti di domanda.
IMMAGINI: IMAGO
Autore: Winbetnews.it
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