
MOTOGP Indonesia: la pista può davvero esaltare le doti della Desmosedici?
Mandalika può cambiare gli equilibri del mondiale?
Il Gran Premio d'Indonesia arriva in un momento delicatissimo della stagione. Dopo gli appuntamenti in Italia, Austria e Giappone la bagarre in testa alla classifica è sempre più intensa. Considerato l'esito delle ultime gare disputate a Mandalika, questo circuito potrebbe rappresentare un’occasione molto importante soprattutto per le Desmosedici dei fratelli Alex e Marc Marquez e di Pecco Bagnaia. Ma davvero il tracciato indonesiano offre caratteristiche così favorevoli alla moto italiana? Scopriamolo insieme.
Mandalika, una pista molto particolare
Il Pertamina Mandalika International Circuit, situato sull'isola di Lombok, Indonesia, misura 4,3 km e presenta la bellezza di 17 curve, 11 delle quali a destra e 6 a sinistra. Il rettilineo principale raggiunge i 723 metri di lunghezza e la gara della classe regina si sviluppa su un totale di 27 giri, per una distanza complessiva di 116,13 chilometri. La pista è entrata nel calendario della MotoGP soltanto nel 2022, dopo aver ospitato l'anno precedente il Mondiale di Superbike.
Il tracciato è caratterizzato da un mix di curve da affrontare a velocità molto diverse tra loro e da un asfalto che può modificare rapidamente il livello di aderenza delle moto. Per le squadre, quindi, sarà fondamentale trovare un buon equilibrio tra gestione delle gomme, trazione e stabilità. È proprio questo aspetto a rendere Mandalika un banco di prova interessante sia per le Desmosedici che per tutte le altre moto in gara. Come è accaduto nelle ultime prove del motomondiale, ne vedremo delle belle.

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23h agoDucati, velocità sì ma con qualche interrogativo
Il potenziale delle Ducati resta elevatissimo, ma Mandalika ha già dimostrato di poter mettere in evidenza anche alcuni limiti della Desmosedici. Procediamo con ordine. Nel 2024 le quattro GP24 presenti nella classe regina dominarono la prima giornata di prove, con Enea Bastianini davanti a Jorge Martin, Franco Morbidelli e Francesco Bagnaia. In quell'occasione Bastianini stabilì anche il record della pista in 1'30"539. A vincere il GP fu poi Jorge Martin. Anche l'ultimo precedente ha offerto buone sensazioni, con la vittoria di Fermin Aldeguer sulla Desmosedici non ufficiale del Team Gresini.
Eppure, Marc Marquez ha sempre lamentato diversi punti deboli delle moto italiane sul circuito indonesiano. Quali? In primis la mancata possibilità di accelerare in uscita dalle curve per colpa del grip non sempre eccellente, quindi l'assenza di grandi staccate, una delle situazioni nelle quali la Ducati riesce a sfruttare al meglio i propri punti di forza.
Tanta bagarre nella parte alta della classifica generale
Il quadro attuale rende Mandalika ancora più importante. Jorge Martin, Marc Marquez e Marco Bezzecchi guidano la classifica a pochi Gran Premi dal termine. Se Martin è di gran lunga il più costante del mondiale, gli altri due hanno già dimostrato come la fiducia nei propri mezzi e la giornata giusta possano capovolgere qualsiasi pronostico. Proprio per i motivi appena elencati, il GP d'Indonesia in programma il prossimo 11 ottobre alle 9:00 ora italiana, potrebbe rivelarsi decisivo per le sorti del campionato.
La Ducati arriva a Lombok forte degli ultimi trionfi firmati Martin e Aldeguer, ai quali si aggiunge quello di Bagnaia nel 2023: la Desmosedici ha già ampiamente dimostrato di poter essere velocissima su questo tracciato, ma il comportamento delle gomme su un asfalto particolare come quello di Mandalika e la natura delle curve restano due enormi punti di domanda. Il fattore decisivo sarà probabilmente la capacità del team di adattare assetto e gestione degli pneumatici alle condizioni del weekend.
IMMAGINI: IMAGO
Autore: Winbetnews.it
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