CALCIO: Mondiali 2026, anteprima Brasile-Norvegia
MONDIALE

CALCIO: Mondiali 2026, anteprima Brasile-Norvegia

La classe di Vinicius junior contrapposta alla forza di Haaland

L'appuntamento è per domenica 5 luglio 2026: alle ore 22.00 Brasile e Norvegia scenderanno in campo per gli ottavi.

Il 5 luglio una partita tutta da giocare

La nazionale scandinava, dopo 28 anni di digiuno, è riuscita a superare un turno eliminatorio nella massima competizione mondiale grazie alla vittoria per 2 a 1 ottenuta contro la Costa d'Avorio. A decidere l'incontro è stato un lampo del suo fuoriclasse, Haaland, giunto sul finire della partita. Anche il Brasile di Ancelotti è stato costretto a sudare sette camicie per aver ragione del coriaceo Giappone, sconfitto sempre per 2 a 1 in rimonta, con un "super" gol allo scadere di Martinelli. La sfida è aperta a qualsiasi risultato e promette spettacolo.

Come la Norvegia può fermare i brasiliani

Nonostante l'evidente crescita mostrata dalla nazionale norvegese, nel corso degli ultimi anni Erling Haaland, forse per scaramanzia, dopo il match contro la Costa D'Avorio ha dichiarato che la Norvegia ha possibilità "molto ridotte" di battere i brasiliani. Eppure, la vittoria conquistata con tanta fatica ha dimostrato come la compagine scandinava sia stata abile a superare una squadra atletica e in grado di difendersi con ordine in campo aperto, ragionando fino a trovare il bandolo della matassa senza lasciarsi prendere dalla foga. Contro il Brasile limitarsi ad aspettare l'episodio giusto non basterà; a contare saranno soprattutto le uscite pulite dalla difesa, le distanze corte tra i reparti e il non farsi schiacciare nella propria metà campo.

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Da Haaland a Odegaard: i punti di forza della Norvegia

Il centravanti del Manchester City, per quanto eccellente nel cogliere le occasioni che gli si presentano, da solo potrebbe non essere sufficiente. Indispensabile in una partita da dentro e fuori sarà Odegaard, il capitano, chiamato a organizzare la pressione tra le linee e, nel contempo, a capire quando sarà il caso di giocare la palla in profondità. Nel match contro la Seleção dovrà far respirare la difesa nei momenti in cui il Brasile presserà con continuità, e approfittare degli spazi lasciati liberi dalla difesa avversaria. Approdare ai quarti significherebbe confermare la bontà del percorso iniziato anni fa. D'altronde, i norvegesi si sono già distinti nella fase di qualificazione dei Mondiali e nelle partite disputate nel girone. Quella con il Brasile sarà la partita della maturità.

La Norvegia avanti senza timore

Sussistono pochi dubbi sul fatto che la Seleção possa contare su più risorse tecniche, e su una maggiore abitudine nel disputare match di tale livello. Ma è anche vero che i norvegesi giungono all'appuntamento con un'idea ben riconoscibile, e che Haaland non ha nulla da invidiare a Vinicius, soprattutto sul piano realizzativo. Gli scandinavi, tra l'altro, hanno ricordi piacevoli delle partite disputate in passato nei Mondiali da avversari del Brasile. L'edizione del 1998 è passata alla storia per la vittoria 2 a 1 contro i brasiliani, capaci quell'anno di arrivare in finale (persa poi con la Francia).

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La mano di Ancelotti ha condotto il Brasile agli ottavi

Ancelotti ha confermato ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno, di essere un allenatore coi fiocchi. Il Giappone, affrontato negli ottavi, era una brutta gatta da pelare; già nei Mondiali del Qatar si era fatto valere contro la Croazia, sempre negli ottavi, tanto da subire il gol dell'eliminazione solamente al 95°. Ed effettivamente nel primo tempo contro il Brasile non ha dato modo alla squadra sudamericana di rifornire le punte. L'intervento del coach italiano nell'intervallo è stato decisivo: si è rivelato vincente puntare su Endrick e adottare uno schieramento decisamente più offensivo.

IMMAGINI: IMAGO

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