CICLISMO: Eugène Christophe al Tour de France, appuntamento con la sfortuna
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CICLISMO: Eugène Christophe al Tour de France, appuntamento con la sfortuna

Come una semplice forcella può cambiare la carriera di un ciclista

Nato a Parigi nel 1885, Eugène Christophe è stato uno dei ciclisti più bersagliati dalla sfortuna.

La conquista della Grand Boucle un'impresa mai raggiunta

Nonostante il suo rapporto tutt'altro che amichevole con la dea bendata, Christophe vanta nel suo palmares la prima maglia gialla della storia, e la vittoria di una grande classica come la Milano-Sanremo, ottenuta nel 1910. Ma il Tour de France, da lui sfiorato in più occasioni, non gli ha regalato il trionfo tanto desiderato.

La vittoria sfumata nel 1913

La sua popolarità è cresciuta improvvisamente nella data del 9 luglio 1913. Quel giorno si disputava la 6^ tappa della corsa francese, con i ciclisti chiamati a scalare il Col di Tourmalet, quindi a lanciarsi a capofitto lungo le sue pendici. Al via Christophe si era presentato come secondo in generale, con la chiara intenzione di superare il suo principale avversario. Dopo essere scollinato in testa in piena notte, divenendo maglia gialla virtuale, cadde danneggiando la forcella nell'urtare un sasso, probabilmente per evitare lo scontro con una vettura che si accingeva a sorpassarlo.

CICLISMO: Anteprima 6^ tappa del Tour de France 2026

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Bici in spalla e riparazione fai da te

Vedere la forcella staccarsi dal telaio mentre si domina una corsa getterebbe nello sconforto qualsiasi ciclista. Eugène Christophe non si fece scoraggiare da quanto avvenuto anche se, evidentemente, procedere senza forcella non era possibile; e in quel periodo non era consentito sostituire il mezzo a due ruote. Caricata la bici sulle spalle percorse 14 chilometri prima di imbattersi in un villaggio, Saint-Marie-De-Campan, mettendosi subito alla ricerca di un fabbro.

Purtroppo ai ciclisti non era neppure concesso di ricevere assistenza, quindi Christophe effettuò da solo la riparazione, saldando la forcella al telaio. Il lavoro fu ultimato più di 2 ore dopo; tornato in corsa con grave ritardo giunse al traguardo con un distacco abissale dalla maglia gialla Philippe Thys, che diverrà quell'anno il secondo corridore belga a vincere la prestigiosa corsa francese. La tappa successiva vide Christophe partire settimo, e intenzionato ormai a fare da gregario ai compagni di team.

La sfortuna: una costante nella carriera del parigino

Se quanto accaduto nel 1913 è certamente l'episodio più eclatante della carriera del francese, la sfortuna ha rivestito un ruolo da protagonista anche in altre due edizioni del Tour. Durante la 5^ tappa del 1919 cadde dopo essere giunto al traguardo, finendo per investire un gendarme e rimediando una ferita al ginocchio. Si rifece il giorno dopo indossando la maglia gialla, ma la 14^ tappa propose un'altra trappola.

Incredibilmente, la ruota davanti cominciò a traballare a causa di una nuova rottura della forcella. Anche qui si fermò a riparare danno in un'officina situata nei pressi di Valenciennes, concludendo la tappa in decima posizione. Ancora, nel 1923, la cattiva sorte mise lo zampino. Christophe rimase a piedi sul Galibier, vetta simbolo delle Alpi. Come avvenuto anni prima, fu una roccia urtata in discesa a rendere inutilizzabile la bici, interrompendo il suo sogno di gloria. Avendo 37 anni, svanì l'ultima opportunità di conquistare la Grand Boucle.

CICLISMO: La Maglia Gialla al Tour de France

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La Maglia simbolo dal 1919

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I riconoscimenti ottenuti

Per le sue dimostrazioni di coraggio e lo spirito indomito, Christophe ricevette numerosi riconoscimenti. Jacques Anquetil, ad esempio, gli consegnò nel 1965 la medaglia d'oro del Tour de France. A celebrarne le gesta è stata anche l'UCI, che nel 2002 provvide a inserirlo nella Hall of Fame del ciclismo. La città in cui risiedette per tutta la vita assegnò il suo nome a una piazza, e lo stesso fu fatto a Sainte Marie de Campan, dove provvide alla riparazione della prima forcella.

IMMAGINI: IMAGO

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