
Valentino Rossi e Marc Marquez: è l’ora del “regime change”?
I due campioni che hanno dominato la scena sono in crisi: e i giovani spingono per il cambio generazionale.
Dare per spacciati due fuoriclasse è mossa azzardata. Il campione è in grado di colpi di coda, guizzi inattesi, resurrezioni in piena regola. Eppure è lecito domandarsi se la MotoGP stia in questi mesi vivendo un doloroso cambio generazionale, sulla spinta di giovani rampanti assetati di vittorie e gloria. Fa infatti uno strano effetto vedere cannibali delle due ruote del calibro di Valentino Rossi e Marc Marquez costretti nelle retrovie, ombre di loro stessi, relegati al ruolo di comparse.
Un “regime change”, si sa, non avviene mai con l’avallo di chi lo subisce. Nuovi protagonisti come Bagnaia, Quartararo, Vinales, Mir, Miller, Morbidelli stanno prendendosi scena e punti in campionato a colpi di sorpassi, manovre rischiose, stile di guida innovativo, spregiudicato. Dettagli che fanno la differenza, soprattutto se, ad un certo punto, come accade al Dottore da un po’ di tempo a questa parte, sembri fare l’abitudine a non andare oltre la Q1, a sgomitare per un posto – se va bene – nella top ten dopo la bandiera a scacchi.
Marquez, rispetto a Valentino, ha 14 anni di meno (28 contro 42), ma sconta il lungo infortunio, le tre operazioni, i dubbi sulle condizioni di un braccio che non è certo sia quello di prima. Soprattutto: una sopravvenuta saggezza che per un pilota non sempre è una buona notizia. L’iberico, a differenza di Rossi, ha dichiarato di non avere chissà quanta pazienza: “Il giorno in cui sentirò che non sono competitivo, che non posso vincere, resterò a casa”, ha detto. Qualcuno ha letto in queste frasi un attacco a Rossi, alla sua accettazione del ruolo di comprimario, a quello che qualcuno ha definito accanimento terapeutico. Chissà che non sia un espediente, che non serva semplicemente cibarsi di una rivalità, ai due campioni, per ritrovarsi.
Autore: Winbetnews.it
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