BASKET: Ultimo atto delle Conference, due coste agli antipodi
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BASKET: Ultimo atto delle Conference, due coste agli antipodi

Finali NBA 2026: chi conquisterà l'Anello? Un coast-to-coast pieno di emozioni

I Playoffs NBA sono giunti alla loro fase più intensa. Da sei squadre, equamente divise tra est e ovest, ne restano in corsa solo due per il titolo finale di campione NBA 2026: New York Knicks e San Antonio Spurs. Le due finaliste si affronteranno a partire dal 3 giugno 2026 fino all'ipotetica gara 7 in programma per il 19 giugno. La finale dello scorso anno conclusasi a gara 7 e le precoci fuoriuscite dal torneo di alcune storiche oligarchie e dei campioni uscenti, unite alle difficoltà di una stagione impegnativa anche dal punto di vista degli infortuni, testimoniano come le sorprese, nel basket, siano sempre dietro l'angolo.

Eastern Conference: ritorno al passato

La costa est sembra essere stata attraversata da un terremoto che ne ha scosso profondamente le fondamenta. Dopo l'incredibile disfatta dei Boston Celtics, eliminati in gara 7 del primo turno dai Philadelphia 76ers, tutti gli equilibri sono definitivamente saltati e il tabellone si è aperto a scenari nettamente diversi rispetto alle aspettative iniziali. I New York Knicks, condotti dal playmaker figlio d'arte Jalen Brunson, hanno raggiunto l’ultimo atto di Conference per il secondo anno consecutivo e questa volta sono riusciti a staccare il biglietto per le Finals, che mancava dal lontano 1999.

Sconfitti, o sarebbe meglio dire travolti da un 4-0 senza appello, i Cleveland Cavaliers guidati da James "The Beard" Harden, impegnato a far tornare la franchigia dell'Ohio ai fasti del periodo firmato Lebron James. Con 11 vittorie consecutive ai playoffs a dimostrazione dell’ottima condizione psicofisica della franchigia, i Knicks si presentano all’appuntamento in splendida forma e, grazie allo sweep contro i Cavaliers, con più di una settimana di riposo assoluto alle spalle. Un bel vantaggio considerando che a Ovest si sono dati battaglia fino a gara 7.

Western Conference: clamorosa sconfitta di Oklahoma City

La sponda ovest è la vera rivelazione della stagione 2025-26. I Thunder di Oklahoma City si erano qualificati finalisti della Conference per il secondo anno consecutivo, dopo avere eliminato 4 a 0 i Los Angeles Lakers, in gran parte per merito del giocatore-cardine della squadra: il canadese Shai Gilgeous-Alexander, già MVP della regular season 2024-25, nonché miglior giocatore della stagione regolare 2025-26. Nonostante questi buoni presupposti e la loro posizione di favoriti assoluti, hanno dovuto cedere il passo in gara 7 ai San Antonio Spurs che hanno sfoderato la loro arma più letale: il 22enne francese Victor Wembanyame. Ribattezzato "L'Alieno", è fisicamente inarrestabile coi suoi 2,26 metri di altezza.

Dopo il ritiro spirituale in un Tempio Shaolin, il giovane talento ha già ampiamente dimostrato di possedere tutte le caratteristiche delle leggende NBA: giocatore completo su entrambi i lati del campo, dotato di ottime capacità di tiro da media e lunga distanza, tratta la palla come un playmaker, dominando gli avversari anche sotto il tabellone. È stato proprio lui a fare la differenza, guadagnandosi il titolo di MVP delle finali della Western Conference con 22 punti e 7 rimbalzi.

Finali NBA: cosa aspettarsi

Alle Finals, dunque, i Knicks se la vedranno con San Antonio. Se l’ultima vittoria dei texani risale al 2014, New York non vince le Finals dal 1973, ben 53 anni. Per i Knicks si tratta di conquistare il titolo per la terza volta nella loro storia, ma gli Spurs, che contano cinque titoli nel loro passato, hanno dimostrato di saper sbaragliare una concorrenza decisamente agguerrita durante il loro percorso. Entrambe le franchigie sono pronte a dare il massimo e sognano l’Anello. Nuove stelle e vecchie guardie si fronteggeranno sul parquet in quella che si prospetta una battaglia epica, fino all'ultimo tiro.

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