CALCIO: Serie A, un rilancio è più che necessario
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CALCIO: Serie A, un rilancio è più che necessario

Per riportare in alto il campionato italiano servono stadi, giovani e sostenibilità

La Serie A continua a produrre allenatori di livello mondiale, club competitivi e calciatori di qualità, ma il divario con Premier League e Liga resta evidente sia sul piano economico che infrastrutturale e programmatico. Negli ultimi anni il campionato italiano ha ritrovato credibilità in Europa grazie ai discreti risultati di Inter, Milan, Roma, Atalanta e Fiorentina, ma per tornare stabilmente ai vertici servono investimenti mirati, impianti moderni e una strategia condivisa.

Il mercato deve creare valore

Negli ultimi anni le società italiane hanno modificato profondamente il proprio approccio al calciomercato. Se in passato la Serie A era il campionato delle spese folli per campioni già affermati, oggi molte squadre puntano su giovani di prospettiva da valorizzare e rivendere. È il modello seguito da club come Atalanta, Bologna e Udinese, capaci di acquistare talenti a costi contenuti e trasformarli in ottimi giocatori. Anche le grandi stanno cominciando pian piano a cambiare filosofia.

L'obiettivo non è più vincere nell'immediato, ma costruire un patrimonio tecnico che possa aumentare il valore della rosa, stagione dopo stagione. Del resto, questa strategia è diventata quasi obbligatoria. La Premier League dispone di risorse economiche nettamente superiori e ciò rende impossibile competere sul piano degli investimenti e degli stipendi con i club d'oltremanica.

Il mercato non può essere una gara a chi spende di più: deve diventare uno strumento di crescita tecnica ed economica, esattamente come lo è in Francia e in Germania, dove si investe tantissimo su scouting e settori giovanili.

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Gli stadi sono la vera partita da vincere

Quello delle infrastrutture è un altro tema di fondamentale importanza. L'Italia ospiterà gli Europei del 2032, ma gran parte degli stadi è datata e, soprattutto, di proprietà pubblica. Ciò, naturalmente, non fa che limitare i ricavi dei club. Secondo Reuters, tra il 2007 e il 2024 l'Italia ha completato appena sei grandi riqualificazioni, contro i numeri nettamente superiori fatti registrare da Germania, Inghilterra e Francia.

Insomma, se il trend rimane questo, le differenze economiche sembrano destinate ad aumentare. Il motivo? Uno stadio moderno non produce ricavi soltanto durante i 90 minuti della partita, ma genera entrate quotidiane attraverso musei, ristorazione, hospitality, eventi e attività commerciali. È proprio questo il modello che ha permesso ai club inglesi di aumentare il fatturato negli ultimi 15 anni.

Ma a che punto sono le italiane? La Juventus aveva anticipato questa trasformazione nel 2011 con l'Allianz Stadium, diventando un punto di riferimento per tutto il calcio italiano. Oggi Milan e Inter lavorano al nuovo impianto di San Siro, mentre Bologna, Fiorentina, Cagliari e altre società stanno portando avanti importanti progetti di riqualificazione.

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I settori giovanili

Realtà come Juventus, Empoli, Torino e Roma stanno investendo sempre di più nella formazione tecnica dei ragazzi, anche se il modello più interessante resta quello dell'Atalanta. L'obiettivo dei club è ridurre la dipendenza dagli acquisti costosi e aumentare il numero di calciatori cresciuti internamente.

Lo sviluppo delle accademie rappresenta una delle leve più efficaci per costruire sostenibilità nel lungo periodo. A dimostrarlo sono soprattutto club come il Barcellona, che senza andare troppo indietro nel tempo ha prodotti giovani del calibro di Pedri, Gavi, Yamal e Cubarsì, e squadre meno blasonate ma altrettanto lungimiranti come il Rennes, che ha lanciato campioni come Dembele, Doué, Camavinga e Jacquet.

La crescita del campionato italiano, quindi, è legata all'evolversi dell'intero sistema calcio. Perché il vero rilancio non passerà dai campioni affermati che arriveranno attraverso il mercato, ma da investimenti mirati, stadi di proprietà, accademie e sistemi di scouting in grado di individuare i prospetti migliori.

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