I risultati del Giro d'Italia in vista del prossimo Tour de France   
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I risultati del Giro d'Italia in vista del prossimo Tour de France  

La Corsa Rosa come campo di prova per testare condizione e strategie di squadra

Il Giro d'Italia è ormai giunto al termine decretando la meritata vittoria di Jonas Vingegaard. Archiviato l’appuntamento italiano, si pensa già al Tour de France e quanto è accaduto nel mese di maggio può essere uno spunto di riflessione in vista della gara francese. Il Giro, infatti, è un ottimo terreno di prova per capire stato di forma, ritmo gara e capacità delle squadre di gestire tre settimane molto impegnative.

Il protagonista del Giro

Jonas Vingegaard, che per la prima volta in carriera ha deciso di optare per la doppietta Giro-Tour, è riuscito a imporsi come da previsioni. Il danese del Team Visma Lease a Bike conferma il suo ottimo stato di forma e la sua caratteristica capacità di controllo del ritmo e gestione delle energie sul lungo termine. Per lui è imperativo recuperare al meglio prima di luglio e, come ha già dichiarato, dopo due settimane di riposo assoluto, si sposterà a Tignes con il resto della squadra per prepararsi in vista della Grande Boucle. Il suo obiettivo dichiarato è spodestare Tadej Pogačar, attuale Maglia Gialla con quattro titoli all’attivo contro i due del danese. Quest’anno lo sloveno ha preferito saltare il Giro per conservare le energie, ma ha letteralmente dominato altre corse, come il Giro di Fiandre e di Romandia. Contenere la sua forza esplosiva non sarà facile.

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Altri attori interessanti

Tra coloro che si sono distinti in Italia c’è anche l’olandese Thymen Arensman, autore di un Giro di altissimo livello, concluso con il quarto posto in classifica generale, che lo proietta sulle strade francesi alla ricerca di qualche vittoria nelle tappe di montagna e di un buon piazzamento per la Netcompany INEOS. Confermata la doppietta anche per Jai Hindley, partito come co-capitano insieme a Giulio Pellizzari ed Aleksandr Vlasov.

Nonostante qualche problema di salute, l’australiano è parso molto più a suo agio durante l’ultima settimana, positivo e agguerrito, concludendo con un ottimo terzo posto in classifica generale. Molto probabile, anche se non ancora confermata, è la presenza al Tour di Michael Valgren. Il trentaquattrenne norvegese è riuscito a scrivere una delle pagine più belle di questa edizione del Giro conquistando la tappa Cassano d’Adda-Andalo. Un successo che dimostra il suo ottimo stato di forma e il suo completo recupero dopo il grave incidente del 2022. Averlo in squadra per la EF Education-EasyPost significa poter contare su una pedina di grande esperienza a supporto del leader.

Gli italiani in lizza

Tra gli azzurri una menzione particolare la merita Damiano Caruso che, prima di ritirarsi dal professionismo, ha espresso il desiderio di partecipare sia al Giro che al Tour. Il trentottenne ragusano ha corso con immenso orgoglio e concluso una bellissima Corsa Rosa guadagnandosi un posto nella top ten assoluta. Una sua partecipazione alla Grande Boucle, anche se non ancora confermata, sarebbe di grande supporto per i compagni del Team Bahrain Victorious Tiberi e Martinez. Giulio Ciccone – che si è aggiudicato la maglia rosa nella 4° tappa – ha corso un Giro sempre in attacco, abbandonando ogni velleità sulla classifica generale per concentrarsi sulla sua specialità. Lo scalatore abruzzese della Lidl-Trek punta a vestire nuovamente la Maglia a Pois, come già fatto nel 2023. Considerando il suo stato di forma, l’impresa non è impossibile.

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Dal Giro d'Italia al Tour de France

Per molti aspetti, le due competizioni sono simili nella struttura e nelle caratteristiche tecniche, ed è proprio per questo che quanto accade sulle strade italiane può essere interessante. Il Giro conferma il proprio ruolo di laboratorio tecnico della stagione: una corsa che permette di leggere con maggiore chiarezza dinamiche, equilibrio tra squadre e capacità di gestione dello sforzo tra tappe veloci, arrivi selettivi e cambi di leadership.

IMMAGINI: IMAGO

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