
RUGBY: Giappone e Fiji, le outsider che possono sorprendere
Giappone e Fiji: molto più di due outsider
I motivi per cui Giappone e Fiji possono impensierire chiunque
Il rugby sta attraversando una fase di trasformazione. Le storiche nazionali che hanno dominato durante gli ultimi decenni, dal Sudafrica alla Francia, dalla Nuova Zelanda all'Inghilterra, non sono più certe di contendersi il titolo tra di loro. Le abituali gerarchie, infatti, si stanno scardinando grazie a un nutrito gruppo di squadre emergenti, tra cui spiccano Giappone e Fiji.
Le due selezioni praticano giochi praticamente opposti: se la nazionale asiatica punta tutto sull'organizzazione e sulla velocità nello scambio della palla, le Fiji hanno tra le proprie peculiarità la fantasia e uno strapotere fisico che ha pochi rivali nel mondo. Ecco perché queste due squadre possono essere considerate non più semplici sorprese ma delle vere e proprie realtà in grado di battere chiunque.
La precisione millimetrica giapponese
Da oltre 10 anni i "Brave Blossoms" stupiscono gli appassionati di rugby. La vittoria più sorprendente è quella avvenuta nel 2015 ai danni del Sudafrica, mentre nel 2019 i nipponici hanno raggiunto i quarti di finale della Coppa del Mondo giocata in casa, superando squadre decisamente più acclamate, come Irlanda e Scozia. A differenza della maggior parte delle selezioni, il Giappone non si basa sulla forza fisica dei giocatori, ma su una strategia davvero unica.
L'impianto di gioco, infatti, si fonda su strutture d'attacco caratterizzate dalle geometrie, dove ogni membro sa occupare la giusta posizione al momento giusto. Il ritmo della compagine allenata da Eddie Jones non ha concorrenti, non dando agli avversari il tempo per riorganizzarsi nel momento in cui la palla esce dal raggruppamento. Da sottolineare, infine, la ferrea disciplina: i giocatori giapponesi commettono pochissimi falli, limitando ai rivali i punti conquistati attraverso i calci di punizione e i possessi territoriali.

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La squadra isolana ha un passato di grandi successi nel rugby a sette, in cui ha conquistato diversi ori olimpici. Tuttavia, la nazionale oceanica non è mai riuscita a imporsi nel rugby tradizionale, sia per la mancanza di strutture, sia per la fuga dei migliori giocatori verso i club europei. Lo scenario odierno è mutato radicalmente. Grazie all'introduzione della franchigia Fijian Drua nel Super Rugby, i talenti locali hanno l'opportunità di giocare insieme per tutta la stagione a livelli altissimi, creando un'intesa che non era possibile raggiungere nei brevi periodi legati ai raduni della nazionale.
I "Flying Fijians" sono noti e ammirati per il loro gioco altamente spettacolare, che rappresenta una perfetta fusione tra fisicità e inventiva. Inoltre, negli ultimi anni, la squadra è migliorata a livello difensivo, ulteriore motivo per essere temuta anche dalle nazionali più prestigiose. Ciò è stato dimostrato nella Coppa del Mondo del 2023, dove le Fiji hanno fatto l'impresa raggiungendo i quarti di finale. Durante la competizione, la squadra è riuscita a superare l'Australia nella fase a gironi, risultato storico.
Perché si tratta di due outsider temute?
Il timore reverenziale che bloccava in parte le due squadre è ormai superato, così come il divario fisico che un tempo appariva evidente. Il calendario internazionale moderno è uno degli aspetti che ha più influito nella crescita di Giappone e Fiji, per via della possibilità di disputare regolarmente dei test match di massimo livello.
Ciò rende i due team molto pericolosi anche per potenze come Sudafrica, Nuova Zelanda e Francia, che costruiscono la loro forza sui piccoli dettagli. Considerando la velocità di manovra del Giappone e l'improvvisazione degli attacchi delle Fiji, anche i sistemi difensivi più collaudati possono entrare in difficoltà, spianando alle outsider la strada verso vittorie che fino a qualche tempo apparivano impensabili.
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Autore: Winbetnews.it
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