GOLF: Scottish Open, trampolino di lancio per l'Open Championship
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GOLF: Scottish Open, trampolino di lancio per l'Open Championship

Le 4 giornate dello Scottish Open come prova generale prima di Southport

Un grande e atteso test per affrontare al meglio l'Open Championship

Tra il 9 e il 12 luglio 2026 potrai seguire il Genesis Scottish Open, appartenente alle Rolex Series del DP World Tour. Dalla stagione 2019 il torneo di golf maschile si svolge al Renaissance Club di North Berwick (a circa mezz'ora di auto da Edimburgo) e attira molti altri appassionati provenienti da tutto il mondo. Una tappa importante per gli atleti in gara, anche in vista della 154ª edizione dell'Open Championship (o British Open) prevista a partire dal 16 luglio in Inghilterra presso il Royal Birkdale Golf Club. I 4 giorni rappresentano una prova importante non solo per testare forma fisica e concentrazione, ma anche per mettere alla prova le proprie abilità in relazione a variabili solo in parte controllabili e in condizioni presumibilmente simili a quelle che gli atleti troveranno a Southport.

Scottish Open, i motivi per cui è una prova attendibile su quanto accadrà in Inghilterra

Al pari di altri cultori del golf, probabilmente consideri lo Scottish Open come una sorta di collaudo verso il British Open e non hai tutti i torti. Il major, infatti, si disputa in condizioni estreme, per le quali è indispensabile tenere conto dei seguenti fattori:

  • irregolarità del terreno,
  • difficoltà oggettive sui tiri a distanza,
  • cambi imprevedibili del vento in direzione e intensità.

Situato sulla costa a sud-est della Scozia, il campo di North Berwick replica in modo affidabile le condizioni che i golfisti potrebbero trovare a Southport. La cittadina inglese vanta una posizione affacciata sul mare, come la località scozzese. Un dettaglio non trascurabile, grazie al quale si possono fare previsioni con buoni margini di attendibilità anche grazie alla ridotta attesa tra una competizione e l'altra.

Terreno dei campi da golf costieri, uno sguardo alle complicazioni da affrontare

Il links golf è una tradizione per gli atleti del Regno Unito, pur presentando molte criticità. Si tratta della forma più antica di questo sport, in grado di fare letteralmente scuola e permettere lo sviluppo dell'attitudine alla concentrazione, alla precisione, alla strategia rapida. In prossimità del mare il terreno risulta prevalentemente sabbioso, con ventilazione maggiore rispetto alle aree verso l'entroterra e non è infrequente notare l'assenza di alberi. Non mancano ostacoli che compensano la mancanza di specchi d'acqua (cespugli, dune) e pot bunker (cavità a pentola), mentre buona parte dei tratti tra il tee di partenza e il green sono caratterizzati da erba alta ai lati del fairway, ragion per cui diventa più difficoltoso movimentare la pallina. Tutti elementi disponibili in abbondanza nel campo scozzese come in quello inglese.

Open Scottish e Open Championship, il ruolo del vento nel links golf

In entrambe le competizioni la componente legata alla corrente d'aria riveste un'importanza maggiore rispetto alle gare nei campi parkland. Le ragioni sono correlate sia alla presenza delle difficoltà descritte poc'anzi sia agli effetti del vento durante il tiro e sulla traiettoria della pallina. L'abilità di un giocatore di golf consiste anche nel saper fare calcoli precisi nonostante i frequenti cambi di direzione e intensità delle correnti. Puoi considerare il torneo scozzese, quindi, come un'opportunità strategica per affrontare il British Open nel modo migliore. Se non vi fosse un'occasione del genere prima delle giornate dell'Open Championship, in molti casi gli atleti non potrebbero accedere a un allenamento pre-match su misura.

IMMAGINI: IMAGO

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