
FORMULA 1: Come il circuito di Monte Carlo è cambiato nel tempo
Il gran premio più anacronistico e affascinante nei suoi quasi cento anni di storia
Considerato il Gran Premio più anacronistico e affascinante della Formula 1, questo storico appuntamento continua a incantare piloti e tifosi dopo quasi un secolo di storia.
Una storia quasi centenaria
Felice intuizione del commerciante di tabacchi e ricco residente del Principato Antony Noghès, il gran premio monegasco è stato fin dall'inizio una sfida affascinante e pericolosa, anche a velocità relativamente basse, per i bolidi di quella che sarebbe diventata dal 1950 la Formula 1.
Durante i primi anni del campionato mondiale il gran premio non venne disputato. Siamo nel 1951, 1953 e 1954, e sembrava assurdo correre in un circuito cittadino, ma dal 1955, eccetto nell'anno del Covid, Montecarlo è stato un appuntamento imperdibile nel calendario della F1.
Gli inizi
Anche se inalterato nella sua struttura di base, il circuito ha seguito negli anni i cambiamenti dell'urbanistica monegasca. Nella sua prima versione, fino alle modifiche degli anni ‘70, il percorso aveva dodici curve, con l'inizio sul Boulevard Albert I, la svolta a destra per Saint Devote, arrivando in salita al Beau Rivage e poi al Casinò, proprio a pochi passi dall'entrata. Dopo il Mirabeau Haute si affrontava il lentissimo tornante della Station, un hotel che farà cambiare nome diverse volte alla curva.
Dopo il Mirabeau Bas e la stretta svolta a destra del Portier i piloti si gettavano lungo l'allora Tir-Aux-Pigeons Tunnel, per poi arrivare al porto. Passata la chicane solo due curve separavano dal traguardo: il Tabaccaio, dove nel 1950 metà dei partecipanti furono eliminati in un pauroso tamponamento multiplo, e un altro tornante stretto, il Gasometro.
La morte del veterano Luigi Fagioli dopo un incidente nel Tunnel nel 1952, fece pensare di apportare alcuni cambiamenti al circuito, che portarono a saltare le edizioni successive: modifiche minime e sostanzialmente ininfluenti, tra cui lo spostamento della partenza e dell’arrivo sul rettilineo opposto, quello che ospita attualmente la corsia dei box.

FORMULA 1: Emozioni del passato nella nuova stagione?
Le modifiche del regolamento e i weekend di gara più competitivi
25 MayCambia Monte Carlo, cambia il circuito
Nel 1955, durante il tragico anno della tragedia di Le Mans che uccise quasi 100 spettatori, il gran premio tornò nel calendario di F1 con non poche rassicurazioni sulla sicurezza. In quell’occasione Alberto Ascari fece un clamoroso salto in mare alla chicane del porto, ne uscì illeso, e morì a Monza il giovedì successivo. La pericolosità del tratto di gara portò a una sua leggera modifica, non impedendo la tragedia di Bandini nel 1967: il pilota Ferrari perse il controllo della vettura e si schiantò sulle balle di paglia che proteggevano dall'accesso al mare, morendo pochi giorni dopo per le ferite riportate nell'incendio che divorò il suo mezzo.
La costruzione delle Piscine apportò cambiamenti decisivi al circuito: venne aggiunta una chicane dopo il Tabaccaio e abbandonata la curva storica del Gasometro, sostituita da due curve lente: la Rascasse, un tornante con due stretti giri di volante a destra, e l'Antony Noghès che porta al rettilineo finale. La chicane del porto rimase fino al 1986 uno dei punti più pericolosi, fino a quando la Nouvelle Chicane, realizzata al suo posto, rallentò definitivamente l'arrivo dal Tunnel.
La modifica è rimasta inalterata a tutt'oggi, anche se quel tratto di circuito fu ancora protagonista di un incidente quasi mortale, quello di Karl Wendlinger nel 1994. Il pilota austriaco andò a sbattere contro le protezioni in fondo alla chicane, rimanendo in coma per diversi giorni. Si può dire, tuttavia, che l'incidente fu causato più dalla pericolosità delle F1 di quell'anno che non da una specifica caratteristica della pista.

FORMULA 1: Il GP di Monaco e i piloti del futuro
I giovani talenti che sognano di conquistare il circuito più affascinante del mondo
4h agoIl circuito attuale
Ulteriori aggiunte, come la chicane dedicata allo storico pilota monegasco Louis Chiron all'entrata del settore delle Piscine, hanno ulteriormente aiutato la transizione verso la Formula 1 attuale, molto più sicura e, di conseguenza, anche più esigente di fronte a una sfida come quella di Monte Carlo. Naturalmente si parla continuamente di cambiare il circuito, ma oggi l’obiettivo è più che altro quello di permettere i sorpassi, diventati veramente complicati nelle strette vie monegasche.
IMMAGINI: IMAGO
Autore: Winbetnews.it
Zona sfide
0 giochi disponibili

