FORMULA 1: Ayrton Senna e il significato della Formula 1 in Brasile
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FORMULA 1: Ayrton Senna e il significato della Formula 1 in Brasile

Tra passione e impegno fino all'incidente del 1994: l'eredità di Ayrton Senna

Se chiedessimo a un tifoso brasiliano d'annata seduto sugli spalti di Interlagos cosa sia la Formula 1, molto probabilmente non parlerebbe di telemetria, strategie dei box o carico aerodinamico: ci racconterebbe di quando era bambino e la casa si riempiva del profumo del caffè e del rombo dei motori alla TV, con tutta la famiglia a trattenere il respiro. Questo sentimento non è mai cambiato, e allora come oggi, in Brasile, il motorsport esula dalla semplice passione. È il tumulto di una gioia condivisa e di cuori che battono a un altro ritmo, quando la bandiera a scacchi sventola nell'aria umida di San Paolo. È l'eco di un campione, perduto ma mai dimenticato, che ha fatto la storia. È il ricordo di Ayrton Senna.

Ayrton Senna: l'eroe di una nazione

Nato a San Paolo del Brasile nel 1960, Ayrton Senna non è mai stato soltanto un maestro del volante, celebre per le sue traiettorie impossibili, ma anche l'incarnazione dell'anima di un popolo e del concetto brasiliano di superação (il superamento dei propri limiti fronteggiando le avversità). Perché quando indossava il casco giallo e verde, Ayrton portava in gara le speranze dei propri connazionali: vincere in pista significava dimostrare che il Brasile poteva competere e trionfare contro i colossi industriali europei, valicando ogni ostacolo con fede e coraggio. Celeberrima è stata in tal senso l'impresa di Senna al GP del 1991 a San Paolo, quando negli ultimi giri il cambio della sua McLaren si bloccò in sesta marcia, costringendolo a un impressionante sforzo fisico per manovrare la vettura, fino ad arrivare al traguardo stremato e sopraffatto dai crampi. Se non è dedizione questa.

Quel primo maggio che ha fermato il tempo

Nella storia della F1 c'è in particolare una data che chiunque ricorda: il primo maggio 1994. Durante la terza tappa del Mondiale, presso l'Autodromo di Imola, il piantone dello sterzo della Williams di Senna cedette improvvisamente. A nulla valsero i tentativi disperati del pilota di frenare, perché la monoposto, lanciata a oltre 300 km/h e incapace di curvare, impattò violentemente contro il muro di protezione. Quando l'auto si arrestò a bordo pista, il lieve movimento del capo di Ayrton illuse per un istante il mondo, prima che i soccorsi e il trasporto d'urgenza all'ospedale Maggiore di Bologna confermassero la realtà più spietata: il campione si era spento, trasformando quel pomeriggio di maggio in una ferita aperta per la Formula 1 e per un Paese intero.

Il retaggio di Senna

Il tragico incidente di Ayrton Senna ha echeggiato ovunque, recando con sé un importante lascito che ha cambiato le regole della Formula 1, con lo sviluppo di nuove norme di sicurezza in pista, come la riprogettazione dei tracciati e il rafforzamento delle monoscocche e dei caschi. Ma l'eco di un uomo del genere non si è limitata al solo universo sportivo: l'istituto Ayrton Senna, fondato dalla sorella Viviane nel 1994 secondo le volontà di Ayrton, è infatti tuttora una delle ONG educative più importanti del Brasile, in grado di garantire accesso all'istruzione pubblica di qualità a milioni di bambini brasiliani. E ancora oggi, a oltre trent'anni dalla sua scomparsa, la Formula 1 continua a rappresentare per il Brasile un territorio emotivo unico, il ricordo di un'epoca d'oro che risuona nelle imprese dei moderni piloti, come dimostra il legame viscerale tra Lewis Hamilton, cittadino onorario del Brasile, e la memoria di Senna, suo beniamino fin da piccolo.

IMMAGINI: IMAGO

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