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CALCIO: Mondiali 2026, Haiti: una nazionale sospesa tra difficoltà e speranze
Il ritorno dei Grenadiers in Coppa del Mondo dopo 52 anni
Dopo ben 52 anni di attesa, i Grenadiers tornano a sognare il palcoscenico più prestigioso del calcio mondiale.
Una storica vittoria
La vittoria contro Nicaragua per 2-0 che ha sancito la partecipazione di Haiti ai Mondiali nordamericani, ha prodotto uno di quei rari momenti in cui girare per le strade di Port-Au-Prince non equivale a cercarsi guai. La capitale haitiana ha visto folle festanti inondare la città al posto delle solite gang che, in questi anni, hanno reso la vita del paese un vero inferno. Una terra partita già svantaggiata rispetto ai cugini di Santo Domingo, con cui dividono l'isola di Hispaniola, martoriata da decenni di dittatura e dal terremoto del 2010. Haiti ha sempre visto il calcio come una rivincita dalle miserie quotidiane, come testimonia l'epoca d'oro degli anni ‘70 durante i quali la nazionale approdò al Mondiale tedesco e incontrò proprio l'Italia.

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3h agoSanon spaventa l’Italia
Haiti era praticamente sconosciuta a livello calcistico nel 1974, e probabilmente si pensava che già il primo tempo si sarebbe concluso in goleada: invece finì 0-0, e una veloce azione di contropiede a inizio secondo tempo finalizzata da Emmanuel Sanon portò in vantaggio la squadra caraibica, segnando la fine dell'imbattibilità del portiere azzurro Dino Zoff, che durava da ben due anni.
Poco importa che l'Italia poi vinse 3-1 e le sconfitte contro Polonia e Argentina furono nette, Haiti era il primo paese caraibico ad andare ai Mondiali e nessuno pensava che per lungo tempo sarebbe stato l'unico. Sanon sarebbe anche andato a giocare in Belgio con discreto successo, entrando nella classifica Fifa del 2014 dei cento giocatori più emozionanti nella storia dei Mondiali.
Peccato che in pochi anni la passione per il calcio sia stata divorata, come tutto il resto, da un declino sociopolitico devastante. Uno stato dei fatti che ha portato anche a interrompere il campionato nazionale di fronte alla diaspora dei migliori elementi, spaventati dalla violenza imperante nella società haitiana. Questo fino a quando non si è deciso di ricostruire la nazionale di calcio proprio all'estero. Un dato eloquente: Haiti non gioca una vera partita casalinga dal 2020, quando è stata costretta a giocare in campo neutro non potendo assicurare incolumità a giocatori e arbitri.
Un allenatore da esportazione
Sebastian Migne allena Haiti dal 2024, dopo essere stato assistente allenatore del Camerun che sconfisse il Brasile nel Mondiale del 2022. Paradossalmente, non ha mai messo piede su suolo haitiano, come ha candidamente ammesso durante un'intervista: "Sarebbe troppo pericoloso, non ci sono neanche voli diretti per Haiti al momento". Basando la propria squadra sugli haitiani di seconda generazione e giocando le partite interne a Curaçao, a 500 km da Haiti, Migne è riuscito in un piccolo miracolo. Prima di tutto nel convincere ottimi giocatori come il centrocampista del Wolverhampton Bellegarde, il difensore del Lugano Delcroix e altri a giocare per la loro patria d'origine.
La creazione di una rosa competitiva e affiatata ha permesso di battere Costa Rica, apparentemente superiore, per 1-0, ipotecando la qualificazione. Certamente ha giovato che Canada, Messico e Stati Uniti, giganti regionali, fossero già qualificati per i Mondiali come paesi ospitanti, ma per una volta Haiti sicuramente si meritava un pò di fortuna.

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22h agoProspettive Mondiali
A migliorare le prospettive e la capacità della formazione di reggere l'urto in un girone con corazzate come Brasile, Scozia e Marocco, è arrivata a marzo la disponibilità dell'attaccante del Sunderland Wilson Isidor, che ricorda il mitico Sanon. Naturalmente nessuno si illude troppo, ma l'obiettivo per Migne è ben chiaro: "Siamo qui per dimostrare che, pur con tutte le difficoltà del caso, Haiti esiste." Messaggio chiaro e, anche se il ranking intorno all'ottantesima posizione è il secondo peggiore dopo quello neozelandese, quando si arriva al Mondiale tutto si azzera. Sicuramente Haiti non vorrà passare inosservata e, come già dimostrò contro l'Italia, tirerà fuori tutto il proprio cuore e orgoglio.
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Autore: Winbetnews.it
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