Zidan rivela: “Via perché non credevano più in me”
CALCIO (Aggiornato il: )

Zidan rivela: “Via perché non credevano più in me”

Lunga lettera dell'ex tecnico del Real Madrid per spiegare le ragioni dell'addio ai Blancos.

Via perché il club non credeva più in lui.  “La società non mi offre il sostegno per costruire qualcosa a medio o lungo termine” ha spiegato in una lunga lettera Zinedine Zidane, che ha rassegnato le dimissioni da allenatore del Real Madrid un anno in anticipo rispetto alla scadenza del contratto. Finisce così la storia tra il tecnico che ha portato 3 volte consecutive il Real Madrid sul tetto d'Europa e i Blancos. “20 anni insieme – spiega Zidane nella lettera – la cosa più bella che mi sia mai accaduta”. 

Ora per Zinedine Zidane si aprono due strade. La prima è quella di prendersi un anno sabbatico prima di rituffarsi in una nuova avventura. La seconda è quella di ripartire subito. E le offerte per il francese non mancano. Scartate le destinazioni esotiche, la società che sembra essere più interessata all'ex Real Madrid è il Tottenham, ancora a caccia di un allenatore che possa sostituire il carismatico Mourinho. Discorsi appena iniziati e che non per forza porteranno ad un accordo, visto che il Tottenham lavora anche per costruire il ritorno di Pochettino, ha nel mirino Sarri – che però tratta anche con la Lazio – e ha sentito anche Conte. In un caso come nell'altro, il walzer di panchine coinvolgerà anche Zidane. Qualora infatti la scelta del Tottenham dovesse ricadere su Pochettino, potrebbe essere proprio lui a sostituirlo alla guida del Paris Saint-Germain. 

Con la speranza, da parte di Zidane, di non replicare quanto vissuto nell'ultimo periodo sulla panchina del Real Madrid. “Non chiedevo privilegi – ha infatti spiegato il tecnico francese - ma almeno un po' di memoria. Le relazioni umane sono più importanti di tutto il resto. Mi faceva malissimo leggere, dopo una sconfitta, che mi avrebbero cacciato. Questi messaggio filtrati in modo intenzionale alla stampa creavano interferenze negative con la rosa, dubbi e malintesi. Per fortuna avevo dei calciatori meravigliosi che sono rimasti con me fino alla morte. Credevano in me e sapevano che io credevo in loro".

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