Nazionale, figuraccia in Germania: ma Mancini ci crede ancora
CALCIO (Aggiornato il: )

Nazionale, figuraccia in Germania: ma Mancini ci crede ancora

Il commissario tecnico prova a ridimensionare la portata del pokerissimo subito dai tedeschi e difende i suoi ragazzi.

Il giorno dopo la figuraccia contro la Germania, un 5-2 che segna anche la prima vittoria dei tedeschi sugli Azzurri (mai fino a ieri sconfitti in competizioni ufficiali nei 90 minuti), è quello dei bilanci. E questi sono di segno contrastante, viziati da un ko che non può non fare male per com'è venuto, ma pure influenzati dalle prove convincenti di appena pochi giorni fa contro la stessa Germania, con l'Ungheria e con l'Inghilterra in Nations League. 

Cinque punti in quattro partite, contro due Nazionali superiori per organico e per rodaggio, degli schemi e dei loro interpreti. E allora, sotto quale prospettiva va osservato il bicchiere azzurro? Al termine di questo ciclo di partite risulta mezzo pieno o mezzo vuoto? La risposta è che una risposta definitiva non c'è. Perché l'Italia giovane, brillante, vogliosa, in campo la si è vista davvero nei match precedenti. Mentre quella scesa in campo contro la Germania ricorda in maniera sinistra quella che ha preso 3 sberle dall'Argentina nella Finalissima (e non fosse stato per i gol di Gnonto e Bastoni nel finale il passivo sarebbe stato anche più severo). 

A questo punto spetta al cittì Roberto Mancini il compito di dipanare una matassa che appare quanto mai intricata. Dopo la scoppola le sue parole sono apparse quelle di chi non ha alcuna intenzione di esporre un gruppo giovane alle critiche dell'opinione pubblica: "Il risultato di oggi non vanifica nulla, stiamo facendo un percorso che comprenderà cose buone e meno buone. Abbiamo due partite a settembre, vediamo". Ecco, Mancini sembra avere chiaro in testa il cammino per uscire da questa crisi. Speriamo di vederlo presto pure noi.

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