Fabregas: “Non voglio chiudere così la mia carriera”
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Fabregas: “Non voglio chiudere così la mia carriera”

Il campione del mondo spagnolo ha lasciato i monegaschi ed è pronto per una nuova avventura.

Cesc Fabregas non vuole saperne di appendere le scarpette al chiodo dopo aver dato l’addio al Monaco. Nel suo futuro dovrebbe esserci la panchina, in veste da allenatore, ma per il momento lo spagnolo vuole restare in campo. Il 35enne ha collezionato solo due presenze in campionato la scorsa stagione, con infortuni alla caviglia e al tendine del ginocchio che lo hanno fortemente condizionato. Nonostante la sua assenza, il Monaco è arrivato terzo in Ligue 1 dietro Paris Saint-Germain e Marsiglia, battendoli entrambi e perdendo solo una volta nelle ultime 12 partite della stagione.

Alla domanda sul suo desiderio di allenare alla fine della sua carriera, Fabregas ha insistito sul fatto che vuole prima concludere la sua carriera da giocatore nel modo giusto: "Voglio ancora giocare. Non voglio concludere così la mia carriera. È stato un anno troppo brutto, voglio divertirmi, finire con delle buone sensazioni. Non ho ancora deciso nulla, sto ascoltando le varie proposte. Forse dovrò scendere di livello, ma in Champions League ci sono anche squadre di livello inferiore. Una cosa è chiara. Andrò in un club dove potrò dare il mio contributo e che creda in me".

Fabregas è arrivato nel principato a gennaio 2019 con l'obiettivo di aiutare i giocatori più giovani della rosa a svilupparsi. Con 68 presenze collezionate con la maglia dei monegaschi, il vincitore della Coppa del Mondo è soddisfatto del tempo trascorso a Monaco: "All'epoca firmai con un obiettivo, salvare la squadra, che allora era 19ª con 13 punti", ha detto. "Ho corso un grosso rischio, perché la retrocessione era possibile. Possiamo essere soddisfatti di esserci salvati. Sono orgoglioso di quanto fatto in quei sei mesi. Quando sono arrivato qui, anche Thierry Henry e l'ex vicepresidente del Monaco Vadim Vasilyev mi hanno chiesto di aiutare i giovani a crescere. Oggi ho la sensazione di essermi guadagnato il rispetto e la simpatia di questa nuova generazione. Per me questi due anni e mezzo sono stati positivi. D'altra parte, però, la stagione passata è stata molto brutta, la peggiore della mia carriera. Di gran lunga, non ho mai vissuto niente di simile".

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