È una Serbia che parla italiano
CALCIO (Aggiornato il: )

È una Serbia che parla italiano

Dei 30 convocati da Dragan Stojkovic per il primo trittico di gare contro Irlanda, Portogallo e Azerbaijan, sette militano in club di Serie A.

Il percorso per conquistare la qualificazione al mondiale che si disputerà in Qatar nel 2022 mette subito l'Irlanda sulla strada della Serbia di Dragan Stojkovic. Insieme al Portogallo, sono queste le tre squadre che sembrano destinate a giocarsi la qualificazione nel Gruppo A, completato dalle modeste Lussemburgo e Azerbaijan. La Serbia arriva a questo primo trittico di gare con il vantaggio di essere considerata l'outsider del girone. Un vantaggio, perché consentirà alla squadra allenata dal ct serbo con la mente sgombra da pressioni e insicurezze. 

L'ex fantasista con un passato al Verona, divenuto ct della nazionale serba da poco meno di un mese siglando un contratto di 3 anni che scadrà subito dopo la fine delle qualificazioni al prossimo Mondiale ha fatto incetta di calciatori che militano nelle squadre italiane per questo primo giro di convocazioni. Ben sette calciatori sui 30 convocati provengono da club che militano in Serie A, segno della qualità elevata dei calciatori serbi. Su tutti Milinkovic-Savic, centrocampista della Lazio e leader della nazionale serba insieme a Luka Jovic, attaccante ex Real Madrid attualmente in forza all'Eintracht Francoforte. Centrocampo ad alto coefficiente di talento se si considera che a completare il roster di centrocampisti a disposizione di Stojkovic ci sono Filip Duricic del Sassuolo, Sasa Lukic del Torino, Darko Lazovic del Verona, Nenad Kristisic della Sampdoria. In attacco ovviamente spicca la convocazione di Dusan Vlahovic, attaccante in rampa di lancio con la maglia della Fiorentina che ora reclama spazio anche nella nazionale maggiore. 

Dopo la gara contro l'Irlanda, in programma mercoledì allo stadio Rajko Mitic di Belgrado, la Serbia sfiderà immediatamente il Portogallo prima della gara contro l'Azerbaijan in programma mercoledì. Tre gare decisive, per capire subito se la Serbia ha le carte in regola per giocarsi la qualificazione al prossimo mondiale.

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