CALCIO: Milan, una stagione da buttare quella appena conclusa?
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CALCIO: Milan, una stagione da buttare quella appena conclusa?

In una stagione dai mille volti, i rossoneri rischiano anche il posto in Champions

La squadra rossonera assomiglia a uno di quei cavalli da corsa che scoppiano a pochi passi dal traguardo per poi finire fuori dal podio.

I finali di stagione di Max Allegri

La squadra rossonera assomiglia a uno di quei cavalli da corsa che scoppiano a pochi passi dal traguardo per poi finire fuori dal podio. Alla squadra basterebbe arrivare quarta, ma Max Allegri sembra cercare il bis della sua ultima stagione juventina di due anni fa, con la differenza che allora vinse la Coppa Italia e guadagnò il posto Champions: curiosamente, in quell’occasione fu anche esonerato mentre, vada come vada quest'anno, l'allenatore toscano sicuramente resterà fino a fine stagione. Come si arriva a questo finale in cui il Milan sembra sperare che rallentino le inseguitrici piuttosto che contare sulle proprie forze?

Leao e gli altri: un attacco fantasma

Rafael Leão

Rafael Leão

Le buone notizie della stagione sono state sicuramente l'assetto difensivo e il centrocampo con Modric e Rabiot, anche se, come vedremo, la rosa corta ha nel lungo periodo esaurito questi fattori. La mancanza di un attacco degno di una squadra di vertice ha progressivamente penalizzato le ambizioni rossonere. Leao in versione attaccante centrale non ha mai veramente convinto, però bisogna fare delle puntualizzazioni. Il giocatore portoghese, nella sua prima versione milanista, giocò in una posizione simile a quella di questa stagione.

Questo prima che arrivasse Ibrahimovic e diventasse il punto di riferimento al centro dell'attacco. A penalizzare Rafa si sono unite la pubalgia e una insofferenza complessiva che potrebbe portarlo a cambiare squadra quest'estate. Non che i suoi compagni di reparto siano andati meglio. Pulisic dopo l'ottimo inizio si è perso, tra problemi fisici e personali, mentre Nkunku, pagato parecchio l'agosto scorso, ha brillato poco.

Il fallimento del mercato invernale

Niclas Füllkrug

Niclas Füllkrug

Non arrivando Mateta e aggregando all'ultimo Niclas Füllkrug, la speranza era che il giocatore tedesco si rivelasse un nuovo Bierhoff: ma per i fan di lunga data il panzer è sembrato piuttosto una replica di Blissett. A fare da complice anche la ritrosia di Allegri nel giocare con un attaccante a fare sponda, o forse la poca fiducia nei mezzi del neo-arrivato, a cui non è mancato l'impegno, ma che raramente ha portato risultati concreti. Del resto, parlare di fallimento del mercato di gennaio sembra paradossale, visto che praticamente non c'è stato.

La difesa aveva De Winter come riserva, ed è rimasta con l'ex-Genoa come unico sostituto vero e proprio, fattore critico da risolvere nella prossima sessione di mercato, dove giocatori inadeguati al progetto Milan dovranno essere rimpiazzati senza ulteriori errori. L'attacco piange, ma va detto che anche a centrocampo non si scherza. L'infortunio di Modric ha svelato una volta in più come Ricci e Jashari, arrivati un anno fa, non si siano esattamente integrati nel sistema di gioco di Allegri.

Tralasciando facili ironie, se dopo un'intera stagione, contro l'Atalanta il tecnico toscano intende mettere Fofana nel suo ruolo originale, regista davanti alla difesa, vuol dire che Jashari e Ricci sono stati bocciati: il primo, anche condizionato da un infortunio estivo, continua ad apparire indeciso e impreciso, il secondo, arrivato prima che Allegri firmasse per il Milan, non è mai parso entrare nelle corde giuste del suo Mister.

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11 May

Come ripartire

Naturalmente i detrattori di Allegri puntano su un dato evidente: prima o poi il corto muso allegriano finisce, e le sue squadre perdono efficacia, punti e partite. D’altro canto, il buon Max ha risollevato la squadra rossonera dopo un anno di confusione, dandole identità, pur pagando una rosa ristretta a lungo termine. Basta vedere gli ultimi due mesi di Saelemaekers per capire di più sul calo milanista. Il punto è raggiungere la Champions e il suo tesoretto, ed è da quel successo o fallimento che si decideranno i destini futuri del Diavolo rossonero.

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