
CALCIO: Como - Manchester United: una serata di assoluto prestigio
In Champions chi è diventato grande contro chi vorrebbe tornare a esserlo

Se fino a pochi anni fa qualcuno avesse predetto ai tifosi del Como che la loro squadra del cuore avrebbe giocato contro una big storica del calcio europeo come il Manchester United, il 21 ottobre 2026, nell'ambito della terza giornata della fase a girone unico della Champions League, probabilmente non ci avrebbero creduto. Eppure, sulle sponde del Lago, i sogni sono diventati realtà, grazie ai copiosi investimenti della famiglia Hartono, ma anche all'accortezza nel modo di costruire una squadra che ha scalato le gerarchie in fretta.
Euforia, abilità e oculatezza
Il Como ha impostato la sua ascesa non solo sulle ali dell'entusiasmo, bensì appoggiandosi a basi di spessore. Il direttore d'orchestra, Fabregas, ha trovato la piazza perfetta per mettere in luce le sue doti da allenatore, e le scelte di mercato delle ultime sessioni si sono rivelate quasi tutte intelligenti e vincenti.
Oggi il Como è quindi nella posizione di non aver paura di nessuno, anche fuori dai confini italiani. La rosa è stata implementata in estate per poter affrontare tre competizioni, con acquisti inseguiti e portati a termine senza frenesia (il riferimento va soprattutto a Kean); Nico Paz è pronto a ricevere in eredità la 10 argentina di Messi; Baturina ha iniziato a far sbocciare il talento che già si conosceva ma ancora non si era visto con continuità; Douvikas non ruba l'occhio ma è tanto efficace; ingressi a basso prezzo ma di alta resa (Luis Milla, Yan Couto) hanno dato ulteriore sostanza a meccanismi che già funzionavano benissimo. La gestione delle partite ogni tre giorni non è semplice, qualche inciampo c'è stato e ci sarà, ma il Como ormai può permettersi di giocare alla pari anche con avversarie di grande nome.

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2h agoMontagne russe senza pace
Dalle parti di Manchester le certezze sono invece poche, come d'abitudine da molti anni a questa parte. Lo scorso campionato, concluso con il terzo posto in Premier, aveva riportato un po' di serenità agli occhi dei supporter inglesi, sballottati nell'era post Ferguson in un loop infinito di problemi, cambi di allenatore, acquisti fallimentari, successi (pochi) e delusioni (tante). Carrick è stato confermato dopo il buon lavoro compiuto da gennaio a maggio, e non sono mancate le spese sul mercato, in particolare per Baleba, Santos e Tielemans: tre giocatori costati in tutto oltre 170 milioni, nel tentativo di portare finalmente equilibrio a una squadra che raramente dal 2013 in poi ha conosciuto il significato del termine.
Il Manchester versione 26/27 resta però un oggetto ancora difficilmente definibile. Prestazioni prive di continuità, vittorie nette alternate a pareggi faticosi e sconfitte (dolorosa più di tutte quella nel derby con il City, nonostante la superiorità numerica), momenti d'entusiasmo e improvvisi blackout, in un ottovolante di situazioni che non riesce a tradurre la reale competitività di Bruno Fernandes e compagni. La posizione di Carrick non è salda e torna in bilico a ogni frenata, la difesa appare fragile, il potenziale si esprime solo a tratti. In generale lo United soffre contendenti che sanno giocare in velocità, con scambi brevi e senza punti di riferimento: in questo senso il Como può essere letale, in virtù delle combinazioni rapide e di quei movimenti fluidi che Fabregas ha saputo instillare nella testa dei suoi ragazzi.
C'è dunque la concreta opportunità che i lariani possano regalare un'altra serata di sorrisi non soltanto ai propri sostenitori di lunga data, ma a tutti coloro che seguono con attenzione e soddisfazione l'evolversi di una sorpresa che tale più non è.
IMMAGINI: IMAGO
Autore: Winbetnews.it
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