CALCIO: Carlo Ancelotti: da centrocampista a leggenda della Champions
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CALCIO: Carlo Ancelotti: da centrocampista a leggenda della Champions

Dalla mediana del Milan alle cinque Coppe dei Campioni da allenatore

Pochi uomini hanno attraversato la storia della Champions League da protagonisti come ha fatto Carlo Ancelotti. Prima centrocampista del grande Milan di Arrigo Sacchi, poi allenatore capace di conquistare il massimo trofeo continentale con il Milan prima e col Real Madrid poi. Oggi il suo nome è legato soprattutto a un record: le cinque Coppe dei Campioni vinte da allenatore, più di chiunque altro nella storia di questa competizione.

Dal Parma alla Roma

La carriera di Ancelotti calciatore comincia nel Parma, dove debutta nella stagione 1976/77. Dopo tre stagioni in Serie C arriva il grande salto. A chiamarlo è la Roma, dove rimane fino al 1987, conquistando uno scudetto (nel 1983) e quattro Coppe Italia. Fu però il passaggio al Milan a trasformarlo definitivamente nel centrocampista che tutti ricordano. Arrivato a Milano nell'estate del 1987, Ancelotti diventa una delle pedine fondamentali della mediana del Milan di Arrigo Sacchi.

Non è il giocatore più appariscente, ma possiede caratteristiche che anticipano alcune qualità che ritroveremo successivamente nel suo lavoro da allenatore: la capacità di leggere il gioco e di dare equilibrio alla squadra, la disciplina tattica e una grande intelligenza nelle scelte. Con il Milan conquista due Coppe dei Campioni consecutive, nel 1989 e nel 1990.

Nel primo trionfo è protagonista anche della storica semifinale contro il Real Madrid, quando il 19 aprile del 1989 segnò un gran gol nel match poi terminato 5-0. Nel 1992 mette fine alla sua carriera da giocatore dopo aver collezionato 5 stagioni e 160 presenze con il Milan.

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Le prime panchine e la trasformazione

Dopo aver terminato il suo primo anno da allenatore sulla panchina della Reggiana, nel 1996 arriva la chiamata del Parma. Due buone stagioni alla guida dei ducali gli fruttano il primo contratto importante della sua carriera da allenatore. Con la Juventus, però, nonostante i due secondi posti consecutivi, le cose non vanno per il meglio.

Alcune scelte tattiche si rivelano errate, tra cui la bocciatura di Henry, poi diventato il campione che tutti conoscono nell'Arsenal di Wenger. Dopo la Juventus si apre il capitolo Milan. Nel 2003 arriva la prima Champions da allenatore, dopo una finale tutta italiana contro la Juventus. Quattro anni più tardi i rossoneri tornano sul tetto d'Europa e Ancelotti conquista la sua seconda Coppa dei Campioni battendo il Liverpool ad Atene. Il suo Milan è un mix perfetto tra la scuola tattica italiana e la libertà che il tecnico ha sempre lasciato in campo ai singoli.

Pirlo, Kaká, Seedorf e Gattuso diventano interpreti fondamentali di un sistema capace di adattarsi agli avversari senza mai perdere la propria identità. La finale persa contro il Liverpool nel 2005, dopo il vantaggio di tre gol, resta una delle macchie più grandi della sua carriera. Ma si sa, è impossibile vincere sempre.

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Real Madrid, la Decima e un record senza precedenti

Dopo le esperienze con Chelsea e PSG, nel 2013 Ancelotti approda al Real Madrid. La prima stagione si trasforma immediatamente in una pagina storica, sia per lui che per il club merengue: nel 2014, infatti, conquista la decima Coppa dei Campioni del Real Madrid, battendo i cugini dell'Atletico nella finale di Lisbona. La seconda grande impresa sulla panchina madridista arriva 8 anni dopo.

Ancelotti diventa il primo allenatore a vincere quattro Champions League, superando i tre successi di Bob Paisley e raggiungendo un primato che sembrava impossibile da avvicinare. Il Real batte il Liverpool nella finale di Parigi grazie al gol di Vinicius Junior, che quell'anno arriva ottavo nella classifica del Pallone d'Oro. Nel 2024, però, si apre il capitolo più importante della leggenda di Ancelotti. Il Real supera il Borussia Dortmund a Wembley e il tecnico italiano conquista la quinta Coppa dei Campioni da allenatore.

Un record assoluto nella storia della competizione, che difficilmente verrà eguagliato nel prossimo futuro e che il tecnico di Reggiolo ha strameritato per quanto dato al calcio.

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